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Wall Street apre in rialzo assieme ai tassi d’interesse
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Wall Street apre in rialzo assieme ai tassi d’interesse

di Marco Sasso
14 dicembre 2017, 16:00 Ultimo aggiornamento: 16:12

Buona intonazione dei listini statunitensi dopo che la Fed ha anche rivisto al rialzo le stime per la crescita nel 2018 al 2,5%. Sul fronte macro, in calo i sussidi settimanali di disoccupazione, in aumento invece le vendite al dettaglio a novembre. Walt Disney in leggero rialzo in seguito all'annuncio dell'acquisto di 21st Century Fox

Entusiasmo diffuso a Wall Street, all'indomani dell'aumento del costo del denaro ad opera della Federal Reserve. Il Dow Jones prosegue infatti a 24.639 punti, in rialzo dello 0,22%, mentre il Nasdaq Composite viaggia a 6.887 punti a +0,11% e l'S&P500 si porta a 2.665 punti a +0,12%. Ieri la Banca centrale americana ha comunucato il rialzo di un quarto di punto dei tassi d'interesse Usa, portando la forchetta del Fed fund tra l'1,25% e l'1,50%, dopo il rialzo all'1%-1,25% deciso lo scorso 14 giugno. Si è dunque realizzato il terzo rialzo previsto dalla Fed per il 2017. Nella serata di ieri, inoltre, sono state comunicate le stime per la crescita nel 2018, aumentate nettamente al 2,5%, prevedendo per l'anno prossimo un calo del tasso di disoccupazione al di sotto del 4%. 

I mercati rimangono concentrati sui probabili altri tre aumenti dei tassi d'interesse nel corso del 2018. Il presidente della Fed, Janet Yellen, "ha detto molto chiaramente che i tagli delle tasse avranno un impatto significativo sull'economia", ha commentato Nick Brooks, strategist di Icg. Secondo l'esperto, è stato importante per i mercati il fatto che il numero uno dell'Istituto abbia negato il fatto che la curva dei Treasury stia diventando piatta, elemento che segnala un possibile rallentamento dell'economia".

Mentre Eric Winograd, senior US economist di AllianceBernstein, ha evidenziato che i materiali pubblicati hanno lasciato intendere che il comitato procederà ad aumentare il tasso di finanziamento di 25 punti base ogni trimestre finché non ci sarà un cambiamento tangibile nell'outlook economico. Il Federal Open Market Committee ha infatti rivisto al rialzo le proprie stime di crescita, incorporando una modesta spinta dalla riforma fiscale, e ribassato il tasso di disoccupazione, lasciando invariate le proiezioni sull'inflazione. "In pratica, il comitato sta dicendo che possiamo goderci una maggiore crescita con meno inflazione poiché la curva di Phillips è molto piatta, cosa che lascia alla Fed piccoli margini di intervento", ha spiegato l'esperto. "In più, la scelta di alzare il tasso di interesse non è stata unanime, altro segnale di quanto la Fed sia incline a muoversi il più gradualmente possibile. Nella seconda parte dell'anno, tuttavia", ha concluso Winograd, "crediamo che questo compromesso tra crescita e inflazione possa diventare meno favorevole, rendendo le decisioni di politica monetaria e di investimento più complesse di quanto non siano ora".

Sul fronte macroeconomico le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) sono diminuite di 11.000 unità a quota 225.000. Inoltre i prezzi import Usa sono aumentati a novembre dello 0,7% su base mensile, in linea al consenso degli economisti, mentre le vendite al dettaglio sono infine aumentate dello 0,8% su base mensile a novembre, al di sopra del consenso degli economisti, che avevano previsto invece un incremento dello 0,3%.

Tra i singoli titoli quotati a New York, Walt Disney (+0,46%) ha annunciato ufficialmente l'acquisto di Twenty-First Century Fox (+1,7%) in un deal valutato 52,4 miliardi di dollari. L'accordo prevede anche l'acquisizione degli studi della Twentieth Century Fox Film e Television, insieme a cavi e aziende televisive internazionali, ma dopo che il gruppo avrà scorporato alcuni asset (Fox Broadcasting e le emittenti Fox News, Fox Business, FS1, FS2 e Big Ten Network). Secondo i termini dell'accordo, Iger manterrà il suo incarico di ceo fino al 2021, mentre gli azionisti di 21st Century Fox riceveranno 0,2745 azioni Disney per ciascuna azione di Fox in loro possesso. Il rapporto di cambio è stato stabilito in base a un prezzo medio ponderato del volume di 30 giorni del titolo Disney che si accollerà circa 13,7 miliardi di debiti netti del gruppo acquistato.

Teva Pharmaceutical balza del 12,43% dopo aver delineato il piano industriale che punta a tagliare i costi di 3 miliardi di dollari entro il 2019 e include tagli per 14.000 posti di lavoro, pari al 25% del totale.

Sempre all'interno del comparto farmaceutico, Valeant lascia sul terreno il 3,3% in seguito al giudizio di JP Morgan, che ha tagliato il rating sul titolo a "underweight".

Infine, Finisar prosegue in ribasso dell'1,94% dopo l'exploit di ieri dovuto all'annuncio di Apple di un investimento nella società da 390 milioni di dollari.



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