Avvio contrastato per Wall Street, dove il Dow Jones viaggia in ribasso dello 0,16% a 24.250 punti, mentre il Nasdaq prosegue a +0,47% a 6807 punti. Dopo il calo registrato ieri, gli investitori sono concentrati su come i titoli delle aziende del settore tecnologico assorbiranno gli effetti della riforma fiscale.
Dopo il via libera del Senato nel fine settimana, le discussioni tra le due camere per l'approvazione definitiva dei tagli fiscali dovrebbero iniziare la prossima settimana. "Sembra che gli investitori siano ansiosi di capire come verrà conciliata la riforma fiscale nella forma approvata dal Senato Usa con quella che ha avuto il via libera alla Camera, prima che il Presidente Trump possa apporre la firma e renderla legge", ha osservato Hussein Sayed, Chief market strategist di Fxtm. "Senza dubbio le differenze tra le due Camere sono ampie. Comunque, è nel miglior interesse dei Repubblicani portare a casa la riforma, altrimenti rischiano di perdere la maggioranza alle elezioni di novembre 2018", ha aggiunto l'esperto. Sulle aspettative legate alla riforma, ieri il Dow Jones ha toccato un nuovo massimo storico a 24.534 punti, spinto soprattutto dal comparto bancario.
Sono scesi, invece, i titoli appartenenti al comparto tecnologico, settore che quest'anno ha sovraperformato il mercato e che ora gli investitori temono sia sopravvalutato. Il comparto, infatti, ha quasi raddoppiato il proprio valore nel corso dell'anno e i titoli si sono rivelati vulnerabili sul fronte tributario. Come spiegato da Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia, "il settore non è ben posizionato per avvantaggiarsi al meglio del taglio alle tasse: molte blue chip ne pagano pochissime avendo dimensioni globali e godendo di un efficienza fiscale, come noto, elevatissima". Inoltre, ha aggiunto lo strategist, "si tratta di un settore a multipli elevati, più vulnerabile a possibili rialzi dei tassi e a un rafforzamento del dollaro, vista la provenienza internazionale di larga parte dei ricavi. Aggiungiamoci che molti titoli hanno corso parecchio ed ecco che le prese di beneficio non sorprendono più di tanto".
Sul fronte macroeconomico, a ottobre si è registrato un aumento dell'8,6% del deficit commerciale statunitense a 48,73 miliardi di dollari, a causa del rallentamento delle esportazioni e di un aumento delle importazioni di petrolio e altri beni. Gli economisti si attendevano, invece, un valore di 47,5 miliardi di dollari. Mentre il pmi dei servizi, nella lettura finale di novembre, si è attestato a 54,5 punti, in rialzo rispetto ai 53,6 di ottobre. Gli economisti di Ihs Markit hanno sottolineato il rallentamento della crescita dell'output del settore servizi, sui minimi da 5 mesi.
Tra i singoli titoli, sulla parità Apple (+0,03%) dopo che il Tribunale europeo ha stabilito che il marchio 'Mi Pad' della cinese Xiaomi non può essere registrato come marchio dell'Unione europea per dispositivi elettronici e servizi di telecomunicazione, respingendo il ricorso della società cinese che aveva chiesto all'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo) di registrare il segno denominativo 'Mi Pad'. Apple si è opposta alla registrazione facendo valere il suo marchio anteriore Ipad, registrato per prodotti e servizi identici o simili. Il Tribunale ha confermato inoltre che "sulla base del confronto e tenuto conto dell'uguaglianza o della somiglianza tra i prodotti e servizi coperti dai due segni, l'Euipo ha correttamente dichiarato che esiste un rischio di confusione per il pubblico".
Rally per Regal Entertainment Group (+9,02%) dopo che Cineworld, secondo operatore di cinema in Europa, ha siglato l'accordo per acquisire il gruppo per 3,6 miliardi di dollari. Dal deal nascerà una compagnia con oltre 9.000 schermi cinematografici, in grado di competere con Amc Entertainment di Dalian Wanda, a cui fanno capo Odeon & Uci Cinemas Group in Europa. Cineworld ha messo sul piatto 23 dollari per ogni azione di Regal. Il deal sarà finanziato da un mix di debito e aumento di capitale per 2,28 miliardi di dollari.
Bene anche Snap (+5,4%) che beneficia della promozione di Barclays a "overweight" con prezzo obiettivo a 18 dollari.
McDonald's avanza dell'1.49% in seguito alla raccomandazione buy sul titolo da parte di Jefferies.
Scivola invece Toll Brothers (-8.84%) dopo la pubblicazione di conti trimestrali inferiori alle attese e la previsione di una contrazione del margine lordo nel 2018.
Infine, tonfo anche per Heron Therapeutics che cede il 10,35% dopo aver annunciato ieri un collocamento di azioni.