Volvo lancia un drastico piano di riduzione dei costi da 18 miliardi di corone svedesi (circa 1,6 miliardi di euro), dopo aver registrato risultati trimestrali ben sotto le attese. Il gruppo svedese, di proprietà del colosso cinese Geely, ha visto l’utile netto crollare del 73% a 1 miliardo di corone (91 milioni di euro), mentre i ricavi sono scesi dell'11,7% a 82,9 miliardi di corone, contro i 93,9 miliardi del primo trimestre 2024.
Il titolo martedì 29 è precipitato in borsa a Stoccolma, arrivando a perdere oltre l’8% nella seduta, con il mercato colto di sorpresa non solo dai numeri ma anche dal drastico piano di tagli presentato. L’utile operativo si è fermato a 1,9 miliardi di corone (197 milioni di dollari), in netto calo rispetto ai 4,7 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente e ben sotto i 3,6 miliardi attesi dagli analisti. Il margine ebit si è più che dimezzato, scendendo dal 5% al 2,3%.
«L’industria automobilistica sta attraversando un periodo molto difficile, con sfide mai viste prima», ha dichiarato l’amministratore delegato Hakan Samuelsson, recentemente tornato alla guida del gruppo dopo il licenziamento di Jim Rowan all’inizio di aprile. La società ha anche deciso di sospendere le previsioni finanziarie per il 2025 e il 2026, parlando di «un anno di transizione in un contesto macro e geopolitico incerto».
Il piano di risparmio, che avrà effetto soprattutto nel 2026, prevede tagli ai costi diretti e indiretti, una riduzione del capitale circolante e una razionalizzazione delle spese in conto capitale. Sono previste misure per 3 miliardi di corone sui costi variabili, 5 miliardi in efficienze indirette e 10 miliardi per migliorare la liquidità. Non mancheranno tagli al personale, anche se i dettagli saranno comunicati in seguito. L’obiettivo è quello di aumentare la resilienza del gruppo e adattarsi a un contesto sempre più regionalizzato, in particolare in risposta alle crescenti tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.
Negli Usa, dove i dazi del 25% sulle auto importate sono tornati in vigore da aprile, Volvo intende rafforzare la produzione locale, spostando la fabbricazione di un nuovo modello elettrico nel suo impianto in South Carolina. A fine aprile è stata inaugurata una nuova linea produttiva a Gand, in Belgio, per l’assemblaggio del Suv compatto elettrico EX30.
Volvo conferma la strategia di transizione verso una gamma completamente elettrica: nel primo trimestre il 43% delle auto vendute era elettrificato (elettriche pure o ibride plug-in). È stata inoltre lanciata la nuova berlina full-electric e software-defined ES90.
Nel contesto della nuova strategia di regionalizzazione, è stata creata una nuova divisione per le Americhe (Usa, Canada, America Latina), che si affiancherà alle altre due aree operative: Greater China ed Europa con il Resto del Mondo.