Volkswagen ha aperto il 2025 con un trimestre a due facce: da un lato una domanda robusta nei mercati chiave, soprattutto in Europa e un boom degli ordini di veicoli elettrici; dall’altro margini operativi in netto calo, utili in flessione del 40% e una redditività messa sotto pressione da costi fissi elevati, effetti speciali e un contesto globale sempre più complesso. «I nostri modelli sono molto apprezzati dal mercato, ma il successo dei veicoli elettrici mette pressione sui risultati», ha spiegato il cfo, Arno Antlitz, ed «è essenziale affiancare ai prodotti una struttura di costi competitiva».
Il colosso di Wolfsburg ha registrato ricavi per 77,6 miliardi di euro nel primo trimestre, in crescita del 2,8% rispetto ai 75,5 miliardi dello stesso periodo del 2024, sostenuti da maggiori volumi di vendita (+0,9% a 2,1 milioni di unità). L’utile operativo, però, è crollato del 37% a 2,87 miliardi, con un margine sceso al 3,7% (dal 6% precedente). Al netto di componenti straordinarie, l’utile operativo rettificato è stato di 4 miliardi, con un margine del 5,1%. L’utile netto è ha registrato un calo del 41% a 2,19 miliardi. Il titolo di Volkswagen a Francoforte ha reagito ai conti con un -2,18% a quota 95,96 euro nella seduta di mercoledì 30.
La domanda si conferma solida: gli ordini totali in Europa occidentale sono aumentati del 29% su base annua, con una crescita del 64% per i veicoli 100% elettrici, che rappresentano ormai oltre un quinto del portafoglio. Tra i modelli trainanti figurano la Volkswagen ID.7 Tourer, la Cupra Terramar, la Skoda Elroq, l’Audi Q6 e-tron e la nuova Porsche 911.
Nonostante l’incremento di ordini, la produzione complessiva del gruppo è calata del 3,2% a 2,19 milioni di unità, segno di un possibile riallineamento strategico volto a gestire meglio gli stock e la redditività.
Sul piano delle performance per aree di business, i risultati sono stati eterogenei. Per quanto riguarda i Brand Group Core (VW, Skoda, Seat, Cupra) si registrano ricavi in crescita dell’8% a 35,3 miliardi, ma un margine operativo dimezzato al 3,2% per effetto di una maggior quota di elettriche e oneri straordinari. Al netto di questi ultimi, il margine sale al 4,6%.
Per Audi e Bentley i numeri parlano di ricavi a 15,4 miliardi (+12%), utile operativo in lieve crescita a 537 milioni, con margine al 3,5% (5,9% rettificato), mentre Porsche segnala una flessione dei ricavi a 7,8 miliardi (-4%) e utile operativo in calo a 678 milioni (-44%), penalizzati da minori volumi in Cina e da costi più elevati. L’unità software Cariad, invece, registra una forte crescita dei ricavi a 237 milioni (+33%), ma una perdita operativa peggiorata a -755 milioni, appesantita dai costi di ristrutturazione.
A preoccupare gli analisti non è tanto il lieve calo della produzione quanto la compressione della redditività. Il risultato ante imposte è sceso del 39,5% a 3,1 miliardi, mentre l’utile netto è calato del 40,6% a 2,19 miliardi.
Tuttavia, il gruppo mostra segnali positivi sul fronte della cassa: il free cash flow dell’area Automotive è migliorato a -828 milioni di euro (contro -2,5 miliardi un anno fa), grazie anche a una più efficiente gestione operativa. Gli investimenti sono rimasti stabili a 5,5 miliardi, mentre la liquidità netta del comparto auto è scesa a 33,2 miliardi dai 34,4 miliardi di fine 2024.
Volkswagen, a differenza di altre grandi case automobilistiche che in questi giorni stanno sospendendo le guidance 2025, ha confermato le previsioni per l’intero esercizio, ma ha indicato che i principali indicatori si posizioneranno verso il limite inferiore della forchetta annunciata. Le stime prevedono una crescita del fatturato fino al 5% rispetto al 2024, un margine operativo compreso tra 5,5% e 6,5%, un cash flow netto della divisione auto tra 2 e 5 miliardi, investimenti tra il 12% e il 13% del fatturato Automotive e una liquidità netta attesa tra 34 e 37 miliardi.
Il gruppo segnala, tuttavia, rischi elevati legati a tensioni geopolitiche, restrizioni commerciali, fluttuazioni valutarie e incertezza normativa sulle emissioni, oltre alla concorrenza crescente nel comparto dei veicoli elettrici.
Volkswagen, reduce da un 2024 già segnato da margini in calo, affronta il 2025 con una strategia che punta a rafforzare la domanda di prodotti elettrici e al tempo stesso a contenere rigidamente i costi. Se da un lato il posizionamento su scala globale e l’ampiezza della gamma offrono un vantaggio competitivo, dall’altro l’erosione della redditività rende sempre più urgente il processo di efficientamento.
Il gruppo punta ad abbassare il rapporto investimenti/ricavi al 10% entro il 2027. In parallelo, si attende un’accelerazione sul fronte software e digitalizzazione, mentre resta elevata l’attenzione del mercato sulla performance di Porsche e sul turnaround di Cariad. (riproduzione riservata)