Lo scenario per la Bce si complica sempre più in vista della riunione del 14 settembre, una delle più incerte degli ultimi anni. La crescita dell’Eurozona frena più delle attese: dopo tre trimestri attorno allo zero (poco sopra o poco sotto), il pil potrebbe arretrare nel terzo trimestre, ai minimi da 33 mesi, come emerso ieri dai dati finali sugli indici Pmi di agosto. Nel frattempo, secondo il sondaggio mensile della Bce, a luglio le attese di inflazione dei consumatori a tre anni sono lievemente aumentate, dal 2,3 al 2,4%. Nel complesso i mercati scommettono su una pausa sui tassi da parte della Bce, considerata probabile al 75%.
In questo contesto il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che già in passato aveva suggerito cautela sui tassi, ha invitato ieri a considerare soprattutto le conseguenze degli aumenti dei tassi sull’economia: «Ci sono opinioni diverse sia a livello accademico che del consiglio direttivo. Abbiamo fatto il lavoro che doveva essere fatto di fronte a una fortissima crisi energetica», ha detto a Trieste. «I tassi erano molto bassi, li abbiamo portati a un livello di guardia, non straordinariamente alto». Adesso però per Visco «andrà fatta molta attenzione su come ponderare le prospettive future della nostra politica con l’evoluzione dell’economia reale a livello nazionale, europeo e globale».
Il dato del Pmi composito dell’Eurozona, considerato uno dei più importanti indici anticipatori dell’economia, è sceso ulteriormente ad agosto a 46,7, dal valore preliminare di due settimane fa (47). Si allontana così sempre di più la soglia di 50, sotto la quale si prevede una contrazione dell’attività. Il valore non era così basso da novembre 2020, ai tempi della pandemia. Inoltre per la prima volta quest’anno c’è stata una flessione anche nei servizi, che si aggiunge al forte calo registrato da mesi nella manifattura.
«Nella prima parte dell’anno l’Eurozona non è scivolata in recessione, ma questa seconda metà presenterà maggiori sfide», ha osservato la Hamburg Commercial Bank (Hcob) che collabora all’indice Pmi. «L’andamento del settore terziario che fungeva da stabilizzatore comincia a pesare sull’economia mentre il manifatturiero non ha ricominciato a tirarsi su. I numeri deludenti hanno contribuito a correggere al ribasso le nostre previsioni del pil che per il terzo trimestre si attestano ora su -0,1%».
Tra i Paesi dell’Eurozona, ha sottolineato Hcob, «il rallentamento proviene principalmente dalla Germania e dalla Francia, dove l’attività del terziario ha indicato il più rapido deterioramento quest’anno. Italia e Spagna, invece, hanno registrato contrazioni relativamente lievi in agosto. A giudicare da quanto è accaduto in Germania e Francia, sembra tuttavia che l’Italia e la Spagna non saranno in grado di schivare un declino del terziario». Questo scenario per Hcob anticipa «riduzioni del personale». Un ulteriore notizia negativa per la Bce è che «l’aumento dei costi si è intensificato mettendo in dubbio le aspettative di un’inflazione in rapido calo».
L’inflazione nell’Eurozona è rimasta stabile ad agosto al 5,3%, ma è scesa quella core al netto di energia e cibo (da 5,5 a 5,3%). Il capoeconomista Bce Philip Lane ha sottolineato in un’intervista ieri che «è molto positivo» il calo dell’inflazione su cibo e servizi, anche in presenza di una forte domanda sul turismo. Lane si aspetta ora «un calo dell’inflazione core in autunno». (riproduzione riservata)