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Ignazio Visco
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Visco contro Schnabel: la Bce sia equilibrata sui tassi nella lotta all’inflazione

05 luglio 2023, 00:05 Ultimo aggiornamento: 20:29

Il governatore della Banca d’Italia all’assemblea Abi risponde al membro Bce: non comprendo chi preferisce il rischio di fare troppo rispetto a quello di fare troppo poco, serve cautela. L’Italia rallenta, le banche siano attente ai crediti dubbi  

Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco chiede prudenza nelle misure anti-inflazione della Bce e si oppone ai banchieri centrali (come il membro tedesco del comitato esecutivo Isabel Schnabel) che preferiscono rischiare di fare troppo piuttosto che troppo poco.

«Non comprendo e continuo a non condividere osservazioni che spingerebbero a preferire il rischio di essere più, anziché meno, restrittivi», ha detto Visco. «Ritengo che si debba essere cauti quanto basta. Un atteggiamento simmetrico mi sembra adeguato alle circostanze e permetterebbe anche di contenere le ricadute sul credito e preservare la stabilità finanziaria». A marzo il governatore aveva mandato un altro messaggio ai falchi Bce criticando «le dichiarazioni dei colleghi su futuri e prolungati aumenti dei tassi».

Per Visco serve limitare le conseguenze sull’economia

Visco ha sottolineato ieri che «occorre tenere alta la guardia» sull’inflazione ma che sono anche «necessarie buone dosi di prudenza e pazienza nel valutare gli effetti della restrizione monetaria». Per il governatore «è certamente possibile limitare le conseguenze negative sull’attività economica».

Secondo Visco, occorre monitorare i salari e i profitti delle aziende, ma nei prossimi mesi dovrebbe verificarsi «una più decisa decelerazione» dell’inflazione. La Bce ha già preannunciato un aumento dei tassi di 25 punti base a fine luglio, mentre nulla è stato deciso per settembre. Ieri Francoforte ha reso noto che le aspettative mediane dei consumatori per l’inflazione nell’Eurozona nei prossimi 12 mesi sono scese al 3,9% dal 4,1% di aprile, mentre quelle per l’inflazione a tre anni di distanza sono rimaste invariate al 2,5%.

La crescita italiana rallenta

Visco ha sottolineato poi che la crescita italiana sta rallentando: «La robusta ripresa del prodotto indotta dalla piena riapertura delle attività economiche dopo la fine della fase di emergenza sanitaria si sta attenuando». Dati l’aumento dei tassi Bce e la frenata globale, il pil dell’Italia aumenterà «in misura moderata» nei prossimi trimestri, con una crescita che potrebbe restare sopra l’1% quest’anno. Per Bankitalia l’Italia deve proseguire la strada fatta di riforme, investimenti e realizzazione tempestiva del Pnrr. L’incertezza è ampia ma le prospettive di sviluppo dell’Italia nel medio termine, secondo Visco, non ne risentiranno «se proseguirà il recupero della produttività del lavoro».

Le banche devono essere attente ai crediti dubbi

In un contesto di rallentamento economico e tassi più alti le banche dovranno essere attente all’aumento dei crediti dubbi. Nei primi tre mesi dell’anno, ha detto Visco, si sono registrati «primi possibili segnali» di deterioramento: «L’incidenza del flusso di prestiti che presentano ritardi nei pagamenti, anche se non ancora tali da richiedere una classificazione come deteriorati, è raddoppiata all’1,6% del complesso dei finanziamenti in bonis». Perciò il governatore ha raccomandato agli istituti «un pronto riconoscimento delle perdite attese» e «un adeguato livello di copertura dei crediti deteriorati, soprattutto per le banche meno significative».

Le condizioni delle banche italiane sono «complessivamente soddisfacenti», ha detto Visco. Gli istituti nazionali hanno risentito «solo moderatamente» delle tensioni per Svb e Credit Suisse, ha aggiunto. Ma restano alcuni rischi legati al credito e alla prospettiva di costi della raccolta «ben più alti» di quelli degli ultimi anni anche in seguito ai rimborsi dei rifinanziamenti Tltro della Bce accompagnati dalla riduzione dei depositi.

I tassi dei nuovi prestiti a imprese e famiglie sono aumentati molto da fine 2021, di 360 e 280 punti base, arrivando in media al 4,8 e 4,2%. I rialzi dei tassi dei depositi dei clienti sono stati invece «molto contenuti» a causa dell’abbondante liquidità e della conseguente «minore pressione concorrenziale», secondo Visco, anche se ora dovrebbero arrivare «più decisi incrementi dei tassi». Sui volumi dei prestiti, ha osservato il governatore, stanno pesando la minore domanda ma anche «il deciso irrigidimento delle politiche di offerta» delle banche.Intanto la Banca d’Italia ha chiesto alle banche minori «piani industriali aggiornati con gli scenari macroeconomici più recenti». Visco ha inoltre evidenziato «carenze» nell’attività di recupero dei servicer e ha aggiunto che potrebbero essere escusse garanzie pubbliche su obbligazioni senior per 220 milioni, senza però necessità di ulteriori stanziamenti del governo. (riproduzione riservata)



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