skin track
Food&Wine

Vini, superata quota 4.000

Riserva di Brunello di Montalcino del 1955 firmata Biondi Santi ha stabilito un nuovo record in un’annata che ha visto il Piemonte primeggiare in classifica per numero di bottiglie e la Toscana per valore

di Cesare Pillon
Leggi dopo
tempo di lettura
Vini, superata quota 4.000

L’anno scorso, per la prima volta, alle aste internazionali 27 vini italiani furono aggiudicati per una cifra superiore ai mille euro. Quella performance si è ripetuta anche quest’anno, ma con una differenza: finora il primo in classifica non era mai arrivato alla soglia dei 4 mila euro ma quest’anno, invece, la Riserva di Brunello di Montalcino del 1955 firmata Biondi Santi ha abbondantemente superato questo limite e un altro Brunello Riserva Biondi Santi, quello del 1945, si è piazzato al terzo posto con una quotazione superiore ai 2 mila euro. A dominare la graduatoria di quest’anno, tuttavia, non è il Brunello ma il vino che lo segue in graduatoria: un Barolo, il Monfortino della Giacomo Conterno, che ha piazzato addirittura 18 millesimi fra i 50 primi classificati.

E poiché è affiancato da altri sei Barolo e da quattro Barbaresco, tutti prodotti da Bruno Giacosa, è il Piemonte, sul piano regionale, a prevalere questa volta nel tradizionale confronto con la Toscana, che di vini in classifica è riuscita a collocarne soltanto 21: sette Brunello Riserva, tre dei quali dell’azienda Case Basse di Gianfranco Soldera (che attualmente, in polemica con il Consorzio, non chiama più Brunello di Montalcino il suo vino, ma Sangiovese), e 14 Bolgheri. A primeggiare tra di essi è il Masseto, con 12 annate: le altre due sono di Sassicaia, però il millesimo più famoso di questo storico precursore dei SuperTuscan, il 1985, è in sesta posizione nella graduatoria. Tra Piemonte e Toscana, che hanno occupato 49 dei primi 50 posti, è riuscito a infiltrarsi un solo vino di un’altra regione, il Veneto: è l’Amarone di Giuseppe Quintarelli.

Va segnalato però che nelle cinque classifiche delle quotazioni ottenute alle aste dalle bottiglie di formato speciale, la situazione è capovolta: a prevalere è la Toscana con 16 presenze contro le 11 del Piemonte, e il Masseto, arrivato a quota 9, strappa la leadership al Monfortino, fermo a quota 7. Tra i vini toscani si fa notare anche l’Ornellaia, quasi sempre in edizione limitata e in formato extra-large, dalla doppia magnum in su. Al confronto testa a testa fra Piemonte e Toscana sfugge soltanto la classifica delle mezze bottiglie, dominata, è vero, da un Barolo, che però è seguito sul podio da due vini dolci: uno del Veneto (Amabile del Cerè) e uno dall’Umbria (Sagrantino Passito). (riproduzione riservata)

Milano Finanza - Numero 255 pag. 104 del 29/12/2018

Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Iscriviti alla newsletter

Per essere sempre aggiornato sul lifestyle del Gentleman contemporaneo