In una Parigi innevata sono attesi nel primo pomeriggio di oggi, 6 gennaio 2026, i 27 capi di Stato e di governo e i rappresentanti di 35 Paesi per una riunione al completo dei Volenterosi, la prima così ampia da marzo dell'anno scorso. All’appello anche la premier italiana, Giorgia Meloni, mentre per gli Usa saranno presenti Steve Witkoff e Jared Kushner. Attesi anche i capi della Nato e dell'Unione europea.
L’obiettivo del vertice, presieduto da Emmanuel Macron, è delineare un quadro più definito sulle future garanzie di sicurezza per l’Ucraina nell’ambito di una proposta per il cessate il fuoco e precisare i contorni della forza multinazionale che dovrebbe entrare in scena dopo un'eventuale tregua con la Russia.
I continui raid russi hanno, almeno apparentemente, riportato il presidente statunitense Donald Trump più vicino all'Ucraina. Per la prima volta il tycoon ha sconfessato lo zar, affermando di non credere che i droni di Kiev abbiano attaccato la residenza di Valdai. E soprattutto ha dato un segnale positivo agli alleati europei: la non scontata partecipazione dei suoi emissari, Witkoff (l’inviato di tutte le guerre) e Kushner (il genero di Trump), al vertice dei Volenterosi.
Una presenza non scontata soprattutto dopo le tensioni scoppiate tra le due sponde dell'Atlantico sulle minacce di Trump di invadere la Groenlandia: una mina sui rapporti Nato in un momento negoziale per l’Ucraina molto delicato.
L’incontro, «costruttivo e concreto, che ha permesso di confermare un alto livello di convergenza tra Ucraina, Stati Uniti, Europa e altri partner, è stato dedicato all’affinamento delle garanzie di sicurezza ispirate all’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica, come da tempo suggerito dall’Italia, si legge in una nota di Palazzo Chigi diffusa alla fine del vertice. Tali garanzie «faranno parte di un pacchetto più ampio di intese, da adottare in stretto raccordo con Washington per assicurare la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina, anche attraverso un efficace e articolato meccanismo di monitoraggio dell’auspicato cessate il fuoco e un rafforzamento delle forze militari ucraine».
Allo stesso tempo, la «volontarietà della partecipazione delle Nazioni della Coalizione alla Forza multinazionale e il rispetto delle procedure costituzionali per le decisioni a sostegno dell’Ucraina in caso di futuro attacco, richiamati nella dichiarazione adottata, riflettono principi più volte ribaditi dall’Italia».
Tutti d’accordo anche «sull’importanza e la necessità di mantenere alta la pressione collettiva sulla Russia», spiega Palazzo Chigi.
Nel confermare il sostegno italiano all’Ucraina, la premier Meloni «ha ribadito alcuni punti fermi della posizione del Governo italiano sul tema delle garanzie, in particolare l’esclusione dell’impiego di truppe italiane sul terreno». (riproduzione riservata)