Un tesoretto di circa 1,2 miliardi di euro per tagliare alcune voci di costo che pesano sulla bolletta delle aziende con alti consumi di energia. È la cifra che si prepara e entrare nelle disponibilità della Csea, la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali, che poi dovrà destinarla alla copertura di una delle misure taglia-bollette previste dal governo: la riduzione degli oneri di trasporto e distribuzione del gas per le imprese energivore e per gli altri clienti con consumi superiori a 80 mila metri cubi l’anno. L’importo è il ricavato atteso dalle vendite del cosiddetto gas di Stato, la riserva del Servizio di Riempimento degli Stoccaggi di Ultima Istanza che l’Italia si era assicurata dopo l’invasione russa dell’Ucraina per contrastare eventuali emergenze.
Il 3 settembre Snam metterà in vendita gli ultimi 310 milioni di metri cubi circa di questo stock sulla piattaforma del Gse, il Gestore dei mercati energetici. Ai prezzi correnti la partita finale ha un valore teorico vicino a 230 milioni di euro, anche se sarà l’asta a stabilire quanto entrerà effettivamente nelle casse pubbliche. Quella di domani è l’undicesima sessione organizzata nell’ambito del meccanismo previsto dall’articolo 9 del decreto Energia.
L’acquirente dovrà sostenere anche un costo di stoccaggio pari a circa 2,62 centesimi per metro cubo, complessivamente poco più di 8 milioni se l’intera partita sarà assegnata. Le prime dieci aste, che si sono svolte dal 25 giugno al 27 agosto 2026, hanno consentito di vendere circa 1,9 miliardi di metri cubi, con un ricavo lordo di poco superiore a un miliardo di euro, importo che presume un prezzo medio ponderato di circa 55 centesimi per metro cubo. Se venisse collocato tutto il residuo, il valore complessivo delle vendite salirebbe quindi fra 1,24 e 1,27 miliardi.
La scadenza del 3 settembre non è ultimativa. Mentre gli stoccaggi italiani hanno superato l’80% e staccato di quasi 20 punti la media europea, e le quantità offerte non saranno completamente aggiudicate, potranno essere redistribuite nelle successive sessioni settimanali dello stesso servizio di stoccaggio. Quel che è certo è che entro il 30 settembre i proventi ottenuti dalle vendite andranno versati alla Cassa.
Sulla misura che sarà finanziata dalla vendita del gas di Stato pesano, però, alcune esclusioni che restringono la platea dei beneficiari e che hanno inizialmente spinto alla prudenza anche il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, guidato da Gilberto Pichetto Fratin. Proprio per questo l’ Autorità dell’Energia ha subordinato il meccanismo alla decisione della Commissione Ue sulla compatibilità con le regole sugli aiuti di Stato. (riproduzione riservata)