Il cantiere della manovra è già aperto e fa discutere. Tra necessità di far quadrare i conti e l'esigenza dei partiti di realizzare le loro priorità in vista delle imminenti elezioni politiche, poche le certezze e diversi nodi che non sembrano mettere d’accordo tutte le forze di centro destra. Stando a quanto risulta a MF-Milano Finanza, presto ci sarà un vertice tra la premier Giorgia Meloni e il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, sulla priorità azzurra segnalata dal titolare della Farnesina in un’intervista a Milano Finanza: la detassazione delle tredicesime. Sul punto la premier non si è ancora espressa ma è probabile che si trovi un punto di incontro sulla prossima legge di bilancio, che dovrebbe essere all’incirca di 28 miliardi di euro, se ai 14 miliardi di necessità iniziale si aggiungono altri 14 legati alla flessibilità energetica ottenuta dall’Italia a Bruxelles.
Serviranno invece discussioni ad hoc anche per il contributo del 5% degli utili chiesto dall’altro vicepremier Matteo Salvini, sempre sulle pagine di questo giornale, delle più grandi banche italiane. Il leader leghista ha infatti precisato a Milano Finanza che non ci sarebbero conseguenze su cittadini e imprese, visto che sarebbe previsto anche un correlato divieto di «ribaltare il costo della tassa sui clienti, pena serie sanzioni». L’ipotesi non sembrerebbe da escludere anche se un ulteriore contributo delle banche incontra il parere negativo di FI. E sempre guardando al tema coperture per una manovra che dovrebbe sfiorare appunto, almeno sulla carta, quota 30 miliardi, al contrario di quanto si augurerebbe una parte delle opposizioni, la maggioranza non sembra avere dubbi su un tema fiscale, ciclicamente alla ribalta: non sarà inserita nella nuova legge di Bilancio alcuna patrimoniale generalizzata. Anche perché già esistono diverse tasse sulla ricchezza mobiliare, immobiliare e finanziaria che pesano sulle tasche degli italiani.
Tanto che l'ufficio studi della Cgia di Mestre ha segnalato che il 32,4% delle imposte versate da una famiglia italiana media (cioè una coppia di lavoratori dipendenti con un figlio a carico), ossia mediamente 6.676 euro l'anno, sono «nascoste». E si aggiungono poi 887 euro annue di tasse «consapevoli», ma comunque legate alla proprietà di beni.
Entrando nel dettaglio delle patrimoniali già esistenti in Italia, si parte dalle imposte sugli immobili: c'è l'Imposta municipale unica (Imu) che ha inglobato dal 2020 anche la Tasi e che nel 2024 ha segnato il suo record storico, toccando quota 17 miliardi. E gli italiani sono chiamati a pagare anche l'1,06% annuo di aliquota sugli immobili detenuti all'estero (Ivie).
Diversi poi i costi fiscali da corrispondere allo Stato per le operazioni burocratiche. Si va dalla registrazione degli atti (dal 2% all'11%) alle imposte di successione e donazione (per un minimo del 4% a un massimo dell'8% sulla base del grado di parentela), passando per le imposte ipotecarie e catastali. La scure fiscale tricolore colpisce anche i depositi e gli strumenti e le transazioni finanziarie con il 2 per mille annuo. L'aliquota raddoppia allo 0,4% del valore delle attività finanziarie detenute all'estero. E sempre di bollo si parla per gli italiani che sono proprietari di automobili, una tassa che vale circa 7 miliardi ogni anno. Il fisco poi chiede contributi agli italiani che hanno in casa una tv o comunque un device in grado di captare il segnale televisivo: l'86% del canone da 90 euro da versare ogni anno va alla Rai, la restante quota che vale meno di 300 milioni entra nelle casse pubbliche. (riproduzione riservata)