Un decreto per le imprese da approvare prima della manovra, in tempi stretti: entro fine ottobre. È il provvedimento a cui sta lavorando il Mimit, di concerto con altri dicasteri tra cui quello dell’Ambiente, per blindare alcune misure destinate al sistema produttivo italiano mentre le risorse per la legge di Bilancio vengono via via depotenziate.
Obiettivo principale del decreto è semplificare i processi di autorizzazione per gli investimenti produttivi delle imprese. Secondo quanto risulta a questo giornale, le misure saranno tuttavia diverse e di ampio respiro: si andrà dagli incentivi per l’energia rinnovabile, con particolare attenzione all’incremento dei sistemi di accumulo, fino agli interventi per accelerare l’integrazione della tecnologia e dell’AI nel tessuto imprenditoriale. Una sorta di milleproroghe, prima del milleproroghe.
L’urgenza di approvare un decreto ad hoc per le imprese, mentre si apre il cantiere dell’ultima manovra, deriva dalle ingenti risorse che il governo sta impegnando - e che dovrà ancora impegnare - per contrastare il caro carburante dettato dalle crisi di Hormuz. Dal 19 marzo scorso, ovvero da quando l’esecutivo ha attivato i primi provvedimenti per ridurre le accise sui carburanti, il governo ha impegnato poco meno di 3 miliardi di euro.
Esaurito l’ultimo consiglio dei ministri, i riflettori si sono già spostati su come andranno finanziati i prossimi provvedimenti «mirati» ad aiutare chi ne ha più bisogno. Così mentre i tecnici del Mef e della Ragioneria dello Stato si ingegnano per trovare le coperture, negli altri ministeri sono già corsi ai ripari. Perché i desiderata per la manovra (detassare le tredicesime, rinnovare i bonus mamme, estendere il taglio dell’Irpef fino a 60 mila euro) si stanno già accumulando sulla scrivania del ministro Giancarlo Giorgetti.
E sicuramente qualcosa dovrà restare fuori. «I capisaldi sono occupazione, produttività e sanità», ha dichiarato il presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, parlando della prossima finanziaria in un’intervista a MF-Milano Finanza. Questo non significa necessariamente che nella manovra non ci saranno misure destinate alle imprese, ma probabilmente implica che gli interventi andranno spalmati su più provvedimenti.
Il palcoscenico del ministro Adolfo Urso sarà il Forum Teha Ambrosetti. Venerdì 4 settembre, in un panel dal titolo «Competitiveness, Innovation and Strategic Autonomy», il titolare di Via Veneto dovrebbe svelare alla platea di Villa d’Este a Cernobbio i dettagli del decreto Imprese. L’attenzione sarà alta, anche perché l’ultima rilevazione di S&P ha segnalato un rallentamento dell’industria italiana, con l’indice manifatturiero sceso da 52,2 di giugno ai 51,3 di luglio, la prima diminuzione degli ordini esteri in cinque mesi e il primo calo occupazionale da inizio anno. (riproduzione riservata)