Dal 31 agosto al primo settembre, Bishkek, la capitale del Kirghizistan, ha ospitato il vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco). Negli ultimi anni, la cooperazione tra Stati membri della Sco si è progressivamente spostata su un piano più pragmatico ed economico, con un'attenzione crescente verso temi come i corridoi di trasporto, la cooperazione energetica, i meccanismi finanziari e le infrastrutture digitali.
In questa sede, il presidente cinese Xi Jinping ha avanzato quattro proposte chiave: mettere lo sviluppo al primo posto per aprire la strada a una prosperità condivisa; dare priorità alla sicurezza per costruire un ambiente stabile e universale; porre le persone al centro per rafforzare le basi di un'amicizia duratura; e promuovere il dialogo e la consultazione per una governance più equa e ordinata.
La Cina si è dichiarata pronta a collaborare con tutti i membri per attuare la strategia decennale della Sco, puntando a una crescita di qualità e a un contributo più incisivo alla costruzione di una comunità dal futuro condiviso. In particolare, ha ribadito che la Sco rappresenta un'area prioritaria per la realizzazione congiunta e di alta qualità della "Belt and Road" e per l'attuazione dell'Initiative per lo Sviluppo Globale, annunciando l'avvio, nei prossimi tre anni, di cento progetti di cooperazione scientifica e tecnologica con i Paesi membri.
In venticinque anni, la Sco è cresciuta: da sei membri fondatori è diventata una "grande famiglia" che riunisce dieci Stati membri permanenti, due osservatori e 15 partner di dialogo, affermandosi come l'organizzazione regionale con la maggiore estensione territoriale e la più numerosa popolazione al mondo.
Fin dalla nascita, la Sco ha fatto proprio il cosiddetto "Spirito di Shanghai", fondato su fiducia reciproca, vantaggio comune, uguaglianza, consultazione, rispetto delle diversità culturali e ricerca dello sviluppo condiviso. È proprio questa fedeltà ai propri principi, lungi dall'essere un semplice slogan, a spiegare la straordinaria vitalità dell'Organizzazione.
La cooperazione all'interno della Sco è innanzitutto convergenza di visioni. Un anno fa, a Tianjin, il presidente Xi ha lanciato l'Iniziativa sulla Governance Globale, un ulteriore bene pubblico mondiale dopo quelle per lo Sviluppo, la Sicurezza e la Civiltà. Tale iniziativa, che promuove la sovranità paritaria, il rispetto del diritto internazionale e il multilateralismo, trova nello "Spirito di Shanghai" un'affinità profonda e ha già raccolto l'adesione di quasi 160 Paesi e organizzazioni internazionali. Il "Gruppo di Amici per la Governance Globale", istituito successivamente a New York, Ginevra e Vienna, conta ormai oltre 60 membri e la sua influenza è in costante crescita. Segno che, nonostante le spinte divisive e conflittuali, l'aspirazione a una governance giusta, partecipata e vantaggiosa per tutti rimane ampiamente condivisa nella comunità internazionale.
Nell'ultimo anno, la Cina ha tradotto questi principi in azioni concrete. Lo scorso 16 luglio, rappresentanti di 29 Paesi di Asia, Africa, America Latina ed Europa si sono riuniti a Shanghai per firmare l'Accordo che istituisce l'Organizzazione Mondiale per la Cooperazione nell'Intelligenza Artificiale, dando vita a una nuova piattaforma multilaterale per la governance globale dell'IA.
La cooperazione nella Sco si traduce anche in una profonda integrazione di interessi. In 25 anni, il commercio tra la Cina e gli altri Stati membri è passato da 12,1 a 523,5 miliardi di dollari. Gli investimenti e i progetti infrastrutturali si sono moltiplicati: circa 14 mila chilometri di rotte stradali internazionali hanno trasformato la connettività regionale da progetto su carta a realtà operativa. Nei primi sette mesi del 2026, gli scambi commerciali tra la Cina e i Paesi della Sco hanno raggiunto i 2.420 miliardi di yuan (310 miliardi di euro), in crescita del 14,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. La Cina continua ad ampliare le importazioni di prodotti agricoli tipici, mentre le sue esportazioni di beni meccanici ed elettrici sostengono il potenziamento infrastrutturale e il miglioramento delle condizioni di vita nei Paesi membri.
Il Kirghizistan, Paese ospitante, offre un esempio emblematico. Negli ultimi anni, la cooperazione bilaterale ha vissuto una fase di straordinario sviluppo: il commercio e gli scambi culturali hanno toccato livelli record, i lavori per la ferrovia Cina-Kirghizistan-Uzbekistan sono entrati nel vivo e, nel 2025, il commercio bilaterale ha raggiunto i 27,2 miliardi di dollari. I cellulari e i veicoli elettrici cinesi sono ormai di moda tra i kirghisi, mentre i prodotti agricoli di qualità del Kirghizistan trovano spazio sulle tavole cinesi. La Cina, insomma, ha sempre collegato il proprio sviluppo a quello regionale, dimostrando con i fatti il valore di una cooperazione orientata alla crescita comune.
In cinese, i caratteri di "cooperazione" e "pace-armonia" condividono la stessa radice fonetica. La cooperazione pragmatica è stata il motore del dinamismo della Sco, mentre la pace rappresenta un valore profondo per il popolo cinese e uno dei cardini dello "Spirito di Shanghai".
Nel campo della sicurezza, la Sco ha saputo coniugare continuità e innovazione: dalla promozione di una visione di sicurezza comune, globale, cooperativa e sostenibile, al rifiuto di alleanze, contrapposizioni o logiche antiterze parti, l'Organizzazione sta costruendo una "comunità di sicurezza" in un contesto internazionale turbolento. La sua capacità di favorire un dialogo paritario e una collaborazione concreta tra Paesi con sistemi politici, tradizioni culturali e interessi specifici diversi è il cuore stesso di una governance globale più giusta e razionale.
Un proverbio cinese recita: "Senza accumulare piccoli ruscelli, non si forma un grande oceano". Il seme della fiducia piantato venticinque anni fa è oggi un albero robusto. (riproduzione riservata)