skin track
Vai al VideoCenter

Esclusiva – Unicredit, Orcel: meno costi e più dividendi, pronto a cogliere occasioni

Mercati Azionari Leggi dopo

Unicredit, l’ad Orcel fa virare il titolo al rialzo. Ecco che cosa ha detto il ceo su buyback e dividendo 2024. Gli analisti

24 ottobre 2023, 07:24 Ultimo aggiornamento: 15:43

Nel terzo trimestre profitti per 2,32 miliardi (oltre il consenso degli analisti), per 6,7 miliardi nei nove mesi. Alzata la guidance, agli azionisti almeno 6,5 miliardi. Per la tassa sugli extraprofitti 1,1 miliardi a riserva. La caccia a nuovi alleati. Titolo volatile, apre bene, perde fino al 3%, poi torna a correre | IL VIDEO L'intervista esclusiva di Class Cnbc all'ad Orcel | Così Amundi Italia è pronta al braccio di ferro con Unicredit | Unicredit tratta con Nexi un accordo sui pagamenti

Unicredit parte bene dopo i conti oltre le attese degli analisti, a metà mattinata, però, inizia a flettere e alle ore 10:50 cede circa il 3% a 22,02 euro mentre il Ftse Mib perde lo 0,4%. Alle ore 12:00 circa la banca ritrova lo slancio (+1,4% a 23,01 euro), resta piuttosto volatile in borsa.

La banca ha chiuso il terzo trimestre del 2023 con ricavi e utile oltre le attese della media degli analisti raccolta dalla stessa banca. Infatti i ricavi per 5,967 miliardi sono sopra i 5,740 miliardi delle aspettative del consenso, mentre i profitti per 2,322 miliardi si confrontano con 1,925 miliardi attesi.

Nei nove mesi l’utile netto del gruppo guidato dall’ad Andrea Orcel ha raggiunto la cifra record di 6,7 miliardi, con un aumento del 67,7% anno su anno. 

Nel corso del terzo trimestre il margine di interesse si è assestato a 3,6 miliardi (3,504 miliardi le attese) grazie ad un buon trading (499 milioni, attese per 327 milioni) e a commissione nette per 1,769 miliardi (1,843 le attese).

I costi operativi per 2,327 miliardi sono più bassi del consenso (-2,374 miliardi). L’utile operativo netto per 3,505 miliardi batte decisamente gli analisti (3,113 miliardi). Il Cet 1 ratio della banca milanese ha chiuso al 30 settembre al 17,19% (16,89% le attese), il rapporto costi/ricavi al 39% è in deciso miglioramento rispetto ad un anno prima (49,4%), costo del rischio a 12 (era a 7 nel 2022).

Unicredit ha scelto di contribuire con 1,1 miliardi all'imposta straordinaria sulle banche del 2024 destinando la cifra alle riserve proprie non distribuibili.

Unicredit alza di nuovo la guidance

Unicredit ha migliorato di nuovo la guidance finanziaria per il 2023, prevedendo un NII (Net Interest Income, margine di interesse netto) di almeno 13,7 miliardi (13,2 miliardi la cifra indicata con i conti di giugno), che si traduce in ricavi netti superiori a 22,2 miliardi (21,5 miliardi la precedente indicazione). La guidance relativa all’utile netto viene confermata pari o superiore a 7,25 miliardi. La banca intende poi mantenere la redditività del 2024 in linea o superiore a quella del 2023 e distribuire agli azionisti almeno 6,5 miliardi di euro. 

Nel corso di un’intervista, il ceo di Unicredit, Orcel, ha detto di vedere i ricavi netti nel 2024 «in linea con quest’anno». Il manager ha poi aggiunto  che «l'anno prossimo prevediamo un margine di interesse netto inferiore a causa di un aumento della remunerazione dei conti che sarà parzialmente compensato da commissioni più elevate». L'ad Orcel considera per ora prematuro aumentare la guidance su utili e remunerazione degli azionisti, ma non lo esclude.

Perché Unicredit è piuttosto volatile in borsa

Partito bene il titolo dopo i conti, con una corsa fino al +2%, a metà mattinata inizia a perdere terreno assieme alle banche italiane mentre a Londra Barclays cede il 7% dopo che uno dei maggiori istituti di credito inglesi ha tagliato la guidance utile netto, che ha deluso gli analisti. Inoltre i i ricavi del terzo trimestre sono risultati sotto le attese del consenso per l’1%.

E’ possibile poi che il rialzo della guidance di Unicredit, che non ha coinvolto la remunerazione agli azionisti, pesi sulla performance oggi del titolo. Il titolo, però, torna a correre a fine mattinata, dopo che l’ad Orcel tocca in conference call il tema del capitale in eccesso accumulato dalla banca. Che cosa ha detto il manager da attirare l’attenzione dei mercati?

L’ad Orcel: acconto sul dividendo o buyback straordinario?

«Abbiamo detto molto chiaramente in UniCredit Unlocked che non possiamo raggiungere il 2024 senza affrontare la questione» del capitale in eccesso, ha spiegato l’ad Orcel presentando i conti e ha precisato che non si sarebbe aspettato che «fosse così elevato». In ogni caso, «se non ci sono opzioni migliori» di uso del capitale «proporrò buyback straordinari nel 2024».

Quanto al bilanciamento della distribuzione di capitale ai soci tra buyback e dividendo cash, Orcel ha notato che al momento il payout cash è al 35% e a questo livello «non ha molto senso pensare ad acconti sul dividendo trimestrali». «A un certo punto dovremo aumentare progressivamente il payout» ha notato ancora Orcel, precisando che non supererà il 50%. A quel punto, ha concluso, «potremo valutare» acconti sul dividendo e in ogni caso «siamo felici di discutere con i nostri azionisti in merito alle loro preferenze».

Le sfide del ceo Orcel: ricavi e alleanze

Nel presentare al mercato i risultati del terzo trimestre il ceo Orcel li ha definiti «eccezionali», sottolineando che l’istituto di piazza Gae Aulenti si candida ora per essere una «banca del futuro».

«In un momento di grande incertezza in Europa, non siamo soltanto concentrati sul conseguimento di solidi risultati oggi, ma anche sulla protezione di quelli futuri, tramite l'investimento nelle nostre fabbriche prodotto, nelle persone e nella tecnologia», ha spiegato il banchiere durante la conference call.

I cantieri di fine mandato

Per Orcel questo è il terzultimo trimestre del mandato. L’attuale board di Unicredit scadrà infatti con l’approvazione del bilancio 2023, presumibilmente il prossimo aprile. Al suo arrivo in banca nella primavera del 2021 il rilancio economico della banca è stato proprio uno degli obiettivi del banchiere che, grazie anche al forte rialzo dei tassi Bce e alla disciplina dei costi, è riuscito a recuperare terreno su molte voci di bilancio.

«Unicredit – ha commentato questa mattina ha messo a segno un altro trimestre eccellente - ha detto inoltre - continuiamo a differenziarci in tutte le principali metriche finanziarie, con una forte attenzione ai ricavi aggiustati per il rischio di alta qualità, alla disciplina dei costi e al mantenimento di una elevata qualità degli attivi».

La politica delle alleanze

Un altro fronte aperto resta quello delle alleanze. Se lunedì 23 la banca ha annunciato un importante accordo industriale con il secondo istituto greco Alpha Bank, altre novità potrebbero essere all'orizzonte. «Non possiamo escludere nulla», ha spiegato Orcel a una domanda che gli chiedeva di altre partnership come quella appena siglata con Alpha.

«Assumendo che le caratteristiche dell'acquisizione siano in linea con i nostri, e ricordando che devo giustificare agli azionisti che il ritorno per loro sia positivo, allora abbiamo la possibilità di eseguire deal - ha detto - Nel caso della Romania e di Alpha è chiaro che gli accordi sono in linea con la strategia e supportano una crescita capital light».

I cantieri aperti

Un'area di forte attenzione per Unicredit rimane quella dei pagamenti. La banca è alla ricerca di un partner industriale con il quale sviluppare una campagna di investimenti tecnologici e tra i candidati alla finestra ci sarebbe Nexi. «I nostri rapporti con reti di pagamento terze dipenderanno dalla coerenza o meno con la nostra strategia, se saranno in linea con i nostri obbiettivi o no. Non posso aggiungere altro sul tema», ha spiegato il banchiere, lasciando però intendere che il cantiere è aperto.

Il capitolo aggregazioni

Resta cauta la linea della banca sulle aggregazioni. «Se si dovessero presentare occasioni coerenti con la nostra strategia e alle giuste condizioni, lo faremo», ha tagliato corto Orcel che, in altre occasioni, aveva detto di preferire l'acquisto di azioni proprie a una politica di crescita per linee esterne in questa fase. Vero è però che, proprio nei giorni scorsi, il Tesoro ha dato il calcio di inizio alla privatizzazione del Montepaschi per la quale piazza Gae Aulenti è con Banco Bpm e Bper uno dei candidati naturali.

Il tema extraprofitti

Da ultimo Orcel ha esposto la posizione della banca riguardo alla tassa sugli extraprofitti imposta dal governo Meloni. Unicredit ha scelto accantonare a riserva 1,1 miliardi di euro. Sul tema degli extraprofitti, la legge dà «due opzioni: la prima è di pagare la tassa, l'altra è di rafforzare le riserve. Noi abbiamo scelto la seconda perchè, oltre a essere una soluzione ragionevole, è coerente con quello che la banca ha sempre fatto, ovvero rafforzare le riserve pur a fronte di una distribuzione generosa di capitale agli azionisti», ha concluso il banchiere.

KBW: utile e Cet 1 migliori delle attese, guidance oltre il consenso

Tornando ai conti, gli analisti di Keefe, Bruyette & Woods hanno confermato il rating outperform e il target price di 36,03 euro dopo i conti di Unicredit relativi al terzo trimestre 2023. Secondo gli esperti, i profitti, in aumento anno su anno del 18%, sono cresciuti grazie al miglioramento del NII, del trading e degli accantonamenti per perdite su prestiti. Anche l’indice di solidità patrimoniale, il Cet 1 ratio, è «migliore delle attese e molto forte, attestandosi al 16,3% proforma in seguito all’ultima operazione di buyback da 2,5 miliardi di euro. La qualità degli asset continua essere sotto controllo».

La guidance per il 2023 è migliorata ancora una volta e continua a essere migliore del consensus. Il prezzo delle azioni di Unicredit, scrive KBW, «ha registrato un ottimo andamento da inizio anno, viaggia in linea con l’indice Eurostoxx Banks da un mese». 

Equita Sim: guidance sull’utile troppo bassa. Titolo da buy

Equita conferma a sua volta il rating buy e il target price di 30,50 euro su Unicredit. In questo caso gli analisti spiegano che i risultati del terzo trimestre 2023 risultano superiori alle attese «principalmente per maggiori ricavi da trading e minori accantonamenti (LLP)». A livello di ricavi, il NII è «sostanzialmente in linea con le attese (nella parte alta del consensus), le commissioni leggermente più deboli (1,769 miliardi rispetto a 1,838 miliardi attesi), sorpresa positiva dal trading (499 milioni invece dei 250 delle aspettative)».

Il margine di interesse (NII) ancora in crescita sul trimestre precedente (+3%), «continua a beneficiare dal rialzo dei tassi di interesse e dall’incremento dello spread commerciale (tasso sui finanziamenti +33 punti base trimestre su trimestre, mentre il tasso sui depositi risulta in aumento di 16 punti), che più che compensano l’impatto negativo dal calo dei prestiti».

Il rapporto costi/ricavi è ad un «eccellente 39% rispetto al 41% atteso, con costi operativi piatti sul trimestre precedente e in linea alle attese». Sotto la linea operativa, «sorpresa positiva dagli accantonamenti  per 135 milioni (203 milioni attesi), con un costo del rischio di 12 punti base». L’Npe ratio (crediti in sofferenza) «si conferma a livelli best in class al 2,7% (2,6% nel secondo trimestre 2023), con uno stock di Npe rimasto sostanzialmente stabile». 

Con un utile di 6,7 miliardi conseguito nei nove mesi del 2023, «la base della guidance di 7,25 miliardi ci sembra conservativa, con spazio per superare gli 8,5 miliardi», nota Equita. Per il 2024 Unicredit ha indicato un target di utile superiore o uguale a 7,25 miliardi (rispetto a 7,4 miliardi attesi dalla Sim milanese) e di distribuzione per 6,5 miliardi o oltre, vale a dire il 16% della market cap, notano gli analisti. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO ILLIMITATO + MF GPT LIGHT
Accesso al sito, alle newsletter e il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + MF GPT PRO
Accesso al sito, alle newsletter e il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT

188,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)