Unicredit ha chiuso il terzo trimestre del 2023 con ricavi e utile oltre le attese della media degli analisti raccolta dalla stessa banca. Infatti i ricavi per 5,967 miliardi sono sopra i 5,740 miliardi delle aspettative del consenso, mentre i profitti per 2,322 miliardi si confrontano con 1,925 miliardi attesi.
Nei nove mesi l’utile netto del gruppo guidato dall’ad Andrea Orcel ha raggiunto la cifra record di 6,7 miliardi, con un aumento del 67,7% anno su anno. Nel corso del terzo trimestre il margine di interesse si è assestato a 3,6 miliardi (3,504 miliardi le attese) grazie ad un buon trading (499 milioni, attese per 327 milioni) e a commissione nette per 1,769 miliardi (1,843 le attese).
I costi operativi per 2,327 miliardi sono più bassi del consenso (-2,374 miliardi). L’utile operativo netto per 3,505 miliardi batte decisamente gli analisti (3,113 miliardi). Il Cet 1 ratio della banca milanese ha chiuso al 30 settembre al 17,19% (16,89% le attese), il rapporto costi/ricavi al 39% è in deciso miglioramento rispetto ad un anno prima (49,4%), costo del rischio a 12 (era a 7 nel 2022). Unicredit ha scelto di contribuire con 1,1 miliardi all'imposta straordinaria sulle banche del 2024 destinando la cifra alle riserve.
Unicredit ha migliorato di nuovo la guidance finanziaria per il 2023, prevedendo un NII (Net Interest Income, margine di interesse netto) di almeno 13,7 miliardi (13,2 miliardi la cifra indicata con i conti di giugno), che si traduce in ricavi netti superiori a 22,2 miliardi (21,5 miliardi la precedente indicazione). La guidance relativa all’utile netto viene confermata pari o superiore a 7,25 miliardi. La banca intende poi mantenere la redditività del 2024 in linea o superiore a quella del 2023 e distribuire agli azionisti almeno 6,5 miliardi di euro.
Nel corso di un’intervista, il ceo di Unicredit, Orcel, ha detto di vedere i ricavi netti nel 2024 «in linea con quest’anno». Il manager ha poi aggiunto che «l'anno prossimo prevediamo un margine di interesse netto inferiore a causa di un aumento della remunerazione dei conti che sarà parzialmente compensato da commissioni più elevate». L'ad Orcel considera per ora prematuro aumentare la guidance su utili e remunerazione degli azionisti, ma non lo esclude.
Intervistato da Class Cnbc, l’ad Orcel ha spiegato che «abbiamo sempre detto che il maggior valore sta al nostro interno, è unlocked. Abbiamo ancora moltissimo da fare nella nostra banca e riteniamo che le nostre azioni non riflettano il valore di quello che riusciremo a fare. Quindi le compriamo e lo facciamo a 5-5,5 volte e mezzo gli utili, è il modo migliore di procedere».
Il manager ha poi aggiunto che «se ci fossero alternative che strategicamente rientrano nei nostri obiettivi e a dei termini economici coerenti con quello che possiamo fare con i buyback, le coglieremmo usando l'eccesso di capitale, quindi non gravando sulle distribuzioni che stiamo facendo, anzi, spingendole». (riproduzione riservata)