Un importante contributo per lo sviluppo farmacologico contro il tumore al polmone è stato fornito di recente da una ricerca guidata dagli studiosi dell'Università di Bologna e pubblicata sulla rivista Biomolecules. L'indagine ha studiato i possibili collegamenti fra il nichel, sostanza cancerogena presente sia nel fumo di sigaretta sia nell'inquinamento atmosferico, e la proteina Ndrg1. Quest'ultima è stata identificata con un ruolo rilevante nel processo di cancerogenesi a livello cellulare e molecolare e bersagliarla attraverso la messa a punto di farmaci adeguati potrebbe quindi favorire il contrasto del cancro al polmone.
«Oggi sappiamo che l'esposizione al nichel inganna le cellule, facendole sentire povere di ossigeno, e questo provoca una serie di eventi che, a cascata, favoriscono la trasformazione tumorale», spiega Barbara Zambelli, professoressa del Dipartimento di farmacia e biotecnologie dell'Università di Bologna che ha coordinato la ricerca. «Inoltre il nichel provoca tumori anche attraverso la sua capacità di legare alcune proteine, in modo non fisiologico, alterandone la funzione». In entrambi i casi fra le proteine coinvolte c'è Ndrg1, la cui presenza in quantità elevate è correlata a una prognosi sfavorevole nel tumore al polmone. I ricercatori hanno quindi cercato di chiarire come questa proteina favorisca la trasformazione tumorale e in che modo il nichel modifichi le sue funzioni.
«Abbiamo osservato che Ndrg1 contiene, nella sua parte terminale, una lunga regione molto flessibile, che definiamo intrinsecamente disordinata», afferma Stefano Ciurli, professore del Dipartimento di farmacia e biotecnologie dell'Alma Mater e co-coordinatore dello studio. «È questa particolare regione che, in base alle sue caratteristiche peculiari, potrebbe essere direttamente responsabile della funzione specifica della proteina». Grazie a una combinazione di tecniche biofisiche e di studi cellulari i ricercatori hanno quindi dimostrato che il nichel si lega proprio alla specifica porzione terminale della proteina e con esperimenti di risonanza magnetica nucleare sono anche riusciti a mappare il sito di legame sulla sequenza proteica.
Accanto ai progressi nell'approccio terapeutico, nella lotta contro il tumore al polmone rimane essenziale la diagnosi precoce. Per questo motivo la Rete italiana screening polmonare ha avviato uno studio pilota multicentrico di due anni che coinvolge 18 fra Irccs, ospedali e policlinici universitari su tutto il territorio nazionale. Un programma di screening gratuito (www.programmarisp.it) può aumentare le diagnosi precoci fino al 60%, quando le probabilità di guarigione sono maggiori. Prevede l'esecuzione di una Tac a basso dosaggio di radiazioni e un prelievo di sangue per la ricerca dei marcatori tumorali con l'intenzione di coinvolgere fumatori ed ex fumatori fra i 55 e i 75 anni. (riproduzione riservata)