skin track
Un Airbus nazionale per l’Italia: così nasce il polo della difesa
Corporate Italia Leggi dopo

Un Airbus nazionale per l’Italia: così nasce il polo della difesa

05 agosto 2025, 21:30

Il governo riunisce Leonardo, Fincantieri, Cdp, Invitalia e Fs per costruire un consorzio a guida pubblica con i fondi Ue. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, sarà il pivot

Costruire un consorzio italiano della difesa, coinvolgendo i leader del settore per dare vita a un Airbus nazionale: il più grande polo integrato a guida pubblica mai concepito che si ispiri appunto al progetto europeo condiviso tra vari paesi per la costruzione dell’aereo diventato leader mondiale.

È questo, secondo quanto riferiscono fonti autorevoli a MF-Milano Finanza, il mandato che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dato ieri al ministro della Difesa, Guido Crosetto, poche ore prima di convocare una riunione a porte chiuse a Palazzo Chigi martedì 5 agosto.

Un vertice, avvenuto sotto traccia e lontano dai riflettori, che ha incastrato, in pieno agosto, le agende dei vertici di Leonardo, Fincantieri, Cdp, Invitalia e Fs, riunendo nella stessa stanza i protagonisti del prossimo progetto di difesa nazionale: gli amministratori delegati Roberto Cingolani, Pierroberto Folgiero, Dario Scannapieco, Bernardo Mattarella e Stefano Donnarumma.

Per l’esecutivo erano presenti il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e il ministro della Difesa, Guido Crosetto, padre de facto del consorzio e colui che guiderà il progetto.

Mettere a terra i 14 miliardi di Safe

Ai manager delle partecipate è stato chiesto di avviare un confronto serrato nell’ambito delle recenti novità al fine di «tradurre in termini di occupazione e crescita» gli strumenti messi a disposizione dalla Commissione europea.

Il riferimento è all’escape clause (la clausola che consente spazi fiscali extra in situazioni eccezionali) e, ovviamente, a Safe: la più ambiziosa piattaforma di procurement militare mai varata con 150 miliardi di euro tra prestiti e garanzie messi a disposizione dall’Ue per rafforzare la base industriale della difesa, coordinare gli acquisti e stimolare la produzione comune.

L’Italia ha chiesto, sotto l’ombrello di Safe, ben 14 miliardi da impiegare nei prossimi cinque anni (da restituire con rate diluite nell’arco di 45 anni). Un prestito che consente al governo di impegnare spesa militare senza incidere sul Patto di Stabilità e Crescita.

Serve una regia unica 

Safe, però, non funziona come un classico fondo Ue a gestione diretta: non assegna sovvenzioni automatiche, ma aggrega risorse da vari strumenti europei che devono poi essere mobilitate attraverso progetti concreti. E per farlo servono soggetti attuatori: enti pubblici, veicoli finanziari o consorzi industriali in grado di selezionare, accompagnare e rendicontare gli investimenti.

Serve, insomma, una regia unica. Come anticipato da MF-Milano Finanza, l’esecutivo aveva già avviato un dialogo con Cassa Depositi e Prestiti per affidarle un ruolo di coordinamento dei progetti. Un dialogo importante, propedeutico alla riunione di ieri. Mentre Francia e Germania si stanno affidando ai cosiddetti «natural implementing partners» (Bpifrance e KfW, le rispettive banche promozionali nazionali), l’Italia ha deciso di puntare su un progetto di più ampio respiro.

Anche l’intenzione di Palazzo Chigi è un utilizzo mirato dei fondi Safe: finanziare i programmi di difesa già pianificati per il periodo 2026-2030, alleggerire il bilancio dello Stato e ridurre l’impatto immediato sul deficit.

Arriva la task force guidata da Crosetto

Per l’esecutivo è ora necessario, come conferma lo stesso staff della premier, delineare una strategia chiara che identifichi i principali punti sui quali investire, attivare più possibile investimenti dual use che consentano di avere un ritorno anche sul piano civile e definisca una compatibilità con gli investimenti attivati dai partner europei.

Il primo passo è quello di mettere in piedi una task force che disegni una strategia condivisa dai diversi player. Il gruppo sarà presieduto dal titolare di Palazzo Baracchini che, di concerto con il ministro Giorgetti, dovrà gestire quello che si profila come il più grande consorzio di imprese a partecipazione pubblica mai messo in piedi in Italia, una sorta di Iri della Difesa. Che non prevede operazioni straordinarie tra gli industriali coinvolti. Un’idea che, sebbene per ora resti nei confini italiani, ricalca da vicino il modello che nel 1969 diede vita ad Airbus: una cooperazione industriale paneuropea nata per sfidare l’americana Boeing nell’aerospazio globale. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO

229,00 € per 1 anno
328,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO + MF GPT PRO

138,00 € per 1 anno
198,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

160,00 € per 1 anno
229,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

-30%

SITO + MF GPT LIGHT
Sito senza limiti
+ The Wall Street Journal

69,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)