L’Unione Europea presenta una sua controproposta per la pace in Ucraina che modifica i punti più controversi del piano americano. Gli europei hanno chiesto di congelare la linea del fronte esistente. Nessuna cessione di territori, dunque, come ipotizzato da Donald Trump. L’esercito ucraino verrebbe limitato a 800 mila uomini, più dei 600 mila previsti dagli Stati Uniti, ma solo in tempo di pace.
La Russia, inoltre, dovrebbe cedere la gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. L’elettricità prodotta dall’impianto verrebbe comunque divisa al 50% tra Mosca e Kiev come suggerito dagli Usa. Altro punto su cui sono intervenuti gli europei, i beni russi congelati verrebbero usati per ricostruire l’Ucraina anziché essere consegnati, in parte, a investitori statunitensi come previsto da Trump.
Per Kiev sarebbe garantita una linea preferenziale per entrare nella Ue. Niente ingresso nella Nato, invece, anche se è previsto un meccanismo in stile articolo 5 dell’Alleanza Atlantica per difendere l’Ucraina in caso di attacco russo. Nel piano europeo, poi, le sanzioni imposte a Mosca verrebbero allentate solo gradualmente e il Paese di Vladimir Putin verrebbe comunque reintegrato nel G8.
L’Ucraina indirà le elezioni il prima possibile, non dopo 100 giorni come chiesto dagli Stati Uniti. In Polonia, inoltre, verrebbero schierati i caccia della Nato, non più solo quelli europei, un modo per coinvolgere gli Usa nella difesa di Kiev. Il rispetto dell’accordo sarebbe assicurato da una task force congiunta di Usa, Ucraina, Russia e Ue e quindi non solo dagli americani.
Intanto, nel weekend, emissari ucraini hanno incontrato quelli statunitensi a Ginevra per discutere del piano di Trump. Dal vertice è trapelato ottimismo sui progressi verso una pace giusta e duratura. Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, e Andriy Yermak, capo di gabinetto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, hanno definito il meeting «produttivo». Per Rubio sarebbe stato addirittura «il miglior incontro di sempre. Sono molto ottimista sulla possibilità che si possa arrivare a un’intesa rapidamente».
Anche gli europei sono pronti a confrontarsi di nuovo sul piano di pace. Il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, ha convocato una riunione dei leader dell’Unione alle 10.30 di questa mattina, in Angola, dove si sta svolgendo il summit Ue-Africa post G20 in Sudafrica. I capi di Stato e di governo non presenti fisicamente potranno partecipare in videoconferenza. Occorre fare in fretta vista la scadenza imposta da Trump, che non vuole andare oltre giovedì 27 novembre. (riproduzione riservata)