Gli accordi di pace di Minsk sul conflitto tra Ucraina e separatisti filo-russi non hanno prospettive di attuazione. È quanto ha detto il presidente russo Vladimir Putin durante una riunione del Consiglio di sicurezza russo trasmessa dalla televisione pubblica. Putin ha accusato Kiev di sabotare gli accordi di Minsk. "Abbiamo capito che non hanno assolutamente prospettive" ha detto Putin ribadendo quando detto poco prima dal capo dei negoziati di pace in Ucraina, Dmitry Kozak, secondo cui il processo negoziale "è fermo dal 2019" e le autorità ucraine non attueranno "mai" gli accordi.
Intanto il ministro degli Esteri Ucraino, Dmytro Kuleba, ha comunicato attraverso un posto su Twitter che su iniziativa del presidente Zelensky, ha chiesto ufficialmente agli Stati membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di tenere immediatamente consultazioni ai sensi dell'articolo 6 del Memorandum di Budapest per discutere delle azioni urgenti volte alla riduzione dell'escalation, nonché delle misure pratiche per garantire la sicurezza dell'Ucraina". Su queste notizie i listini europei hanno segnato un'altra giornata di ribassi estendo le vendite durante le ultime ore della seduta (-1,70% Milano, -2,09% Francoforte, -0,42% Londra, -2,04% Parigi). A contribuire ai cali anche l'assenza di Wall Street, chiusa oggi in occasione del President's Day.
In questo quadro al rialzo i rendimenti obbligazionari con il Btp decennale che è salito all'1,910% e lo spread Btp/Bund che ha raggiunto quota 171 punti. A salire, in scia all'acuirsi delle recrudescenze geopolitiche, sono anche i prezzi delle materie prime: i prezzi del petrolio ritornano oltre quota 91 dollari dopo un leggero calo registrato a metà mattina, con il Wti a 91,16 dollari (+1,03%) e il Brent a 92,53 (+1,25%). L'oro si mantiene intanto vicino a quota 1.900 dollari l'oncia a 1.899 (+0,09%), mentre nel mercato valutario continua a indebolirsi il biglietto verde su cui la moneta unica guadagna lo 0,21% a 1,134.
Sul fronte dei dati macro infine, l'Ocse ha comunicato che il Pil dell'area è salito dell'1,2% nel quarto trimestre del 2021 rispetto ai precedenti tre mesi, aumentando leggermente il ritmo rispetto al +1,1% del terzo trimestre, ma segnando velocità diverse nei principali Paesi. In particolare la crescita ha registrato un netto rallentamento nei maggiori Paesi europei. Nel G7 il Pil ha segnato un'accelerazione a +1,2% nel quarto trimestre da +0,9% nel terzo, trainata da Usa (+1,7% dopo +0,6%), Canada (+1,6% dopo 1,3%) e Giappone (+1,3% dopo -0,7%). Nel Vecchio Continente, invece, la Francia ha segnato una crescita del pil dello 0,7% (dopo +3,1%), l'Italia si è fermata a +0,6% (dopo +2,6%), la Germania ha accusato una contrazione dello 0,7% dopo il precedente +1,7% e il Regno Unito ha registrato una stabilizzazione a +1%. La Ue nel suo insieme segna +0,4% dopo +2,2% e la zona euro +0,3% dopo +2,3%. (riproduzione riservata)