L’indice Bis 100 della borsa di Ankara cede attorno al 7% venerdì 21 marzo, più volte sospeso al ribasso. A scatenare le vendite sui mercati, la notizia due giorni fa dell’arresto del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, il principale rivale del presidente Recep Tayyip Erdogan. Una mossa di Erdogan per impedirgli di partecipare alle primarie del Partito popolare repubblicano domenica e quindi alle elezioni presidenziali.
Intanto il bond governativo decennale in Turchia vede il rendimento scendere dal picco del 30% registrato poco dopo l’arresto al 28,9% di venerdì, mentre la lira registra il peggior calo settimanale degli ultimi due anni (-3,8%). Il mercato azionario, invece, ha perso 30 miliardi di dollari di capitalizzazione nonostante il pronto intervento della Banca Centrale di Ankara a sostegno della lira.
Le autorità hanno venduto 9 miliardi di dollari nel tentativo di arginare la volatilità sul mercato dei cambi, mentre giovedì è stato annunciato un aumento del tasso overnightdi 200 punti base. E’ il tasso al quale le banche prestano denaro per la durata massima di 24 ore attraverso depositi overnight. Le banche che hanno eccedenza di denaro fanno questo prestito alle altre banche che hanno necessità di liquidità. Gli economisti di Goldman Sachs hanno interpretato questa mossa come un tentativo di contenere i deflussi dai depositi in lire.
Gli investitori osservano con attenzione l’evoluzione delle manifestazioni, che potrebbero intensificarsi nel fine settimana con ulteriori raduni dell’opposizione previsti per venerdì sera. «ll selloff è interamente dovuto a fattori di rischio politico interno», il commento di Tufan Comert, strategist pdi BBVA.
L’aumento del tasso overnight deciso giovedì consentirà alla Banca Centrale di incrementare il costo medio della liquidità fornita agli istituti di credito, nel tentativo di prevenire un ulteriore deprezzamento della lira e il conseguente impatto sull’inflazione. L’istituto centrale ha inoltre comunicato la sospensione del rifinanziamento tramite il tasso repo (pronti contro termine) a una settimana (attualmente al 42,5%) per un periodo indefinito.
La decisione ha riportato una parziale stabilità sul mercato offshore della lira, dove il costo del finanziamento in valuta locale è sceso all’87% venerdì mattina, dopo aver raggiunto il 175% all’inizio della settimana, secondo quanto riporta Bloomberg.
Secondo Goldman Sachs, la stretta monetaria ha ridotto le probabilità di un taglio dei tassi nella prossima riunione della Banca Centrale, in programma per il 17 aprile. L’impatto si è riflesso pesantemente sui titoli bancari: l’indice BIST Banks ha perso il 22% nell’ultima settimana. (riproduzione riservata)