Il Bist 100 di Istanbul, l’indice di borsa turco, ha chiuso in ribasso dell’8,7% mercoledì 19 marzo dopo l’arresto del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, il principale rivale del presidente Recep Tayyip Erdogan, di fatto per impedirgli di partecipare alle primarie del Partito popolare repubblicano domenica e quindi alle elezioni presidenziali. L’indice principale della borsa ha aperto in calo del 6,9% ed è stato subito sospeso per poi riprendere la corsa al ribasso.
L'arresto arriva un giorno dopo che le autorità turche hanno revocato il diploma universitario di Imamoglu, una prima mossa che potrebbe impedirgli di sfidare Erdogan in campagna elettorale. La lira turca, intanto, perde fino al 10% sul dollaro a quota 40 e il 6,5% sull’euro. Corrono intanto i rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni (e quindi, per contro, crollano i prezzi) di 175 punti base al 29,94%.
In Europa, il titolo BBVA cede a Madrid oltre il 2%, dal momento del il gruppo spagnolo controlla l’86% di Bankasi in Turchia.
«Gli asset turchi sono sotto forte pressione», il commento di Piotr Matys, analista di Touch Capital Markets. «Per gli è un promemoria del fatto che il presidente Erdogan intende rafforzare la presa sul potere tentando di impedire al suo diretto rivale di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2028». Il dato di febbraio sull'inflazione migliore del previsto, il taglio dei tassi e le attese dei mercati di un legame più stretto con l'Unione Europea hanno contribuito a spingere le azioni turche a entrare in fase di mercato rialzista all'inizio di marzo. Corsa che si è arrestata mercoledì.
Il sindaco Imamoglu è tra le oltre 100 persone arrestate nell'ambito di un'indagine su presunte frodi, corruzione e gestione di un'organizzazione criminale. Tra i detenuti ci sono anche due sindaci di distretti di Istanbul, entrambi appartenenti al partito di Imamoglu. Intanto, secondo alcuni media turchi, la prefettura di Istanbul ha ordinato la chiusura temporanea di alcune fermate della rete metropolitana della città, tra cui quella della centrale piazza Taksim, per impedire eventuali proteste. (riproduzione riservata)