Agire tempestivamente è essenziale per sconfiggere il tumore al polmone, che rappresenta una delle principali cause di morte a livello mondiale e che nel 2023, solo in Italia, ha contato circa 44 mila nuovi casi. Un intervento chirurgico in una fase molto precoce oggi è possibile grazie a una nuova tecnica messa a punto da un’équipe di chirurghi toracici e radiologi interventisti della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma e presentata nei giorni scorsi al II Congresso europeo di radiologia toracica. La metodica consente di asportare in modo mininvasivo noduli tumorali polmonari nelle primissime fasi di sviluppo, evidenziati dalla Tac ad alta risoluzione ma non riconoscibili all’occhio del chirurgo in quanto molto piccoli, ancora poco densi e dunque non distinguibili dal tessuto polmonare normale.
«Si tratta di una tecnica», spiega Maria Teresa Congedo, docente di chirurgia toracica all’Università Cattolica e medico dell’Uoc di chirurgia toracica del Gemelli, «che abbiamo messo a punto noi chirurghi toracici insieme al professor Roberto Iezzi, associato di radiologia all’Università Cattolica e direttore dell’Uoc di radiologia d’urgenza e interventistica del Gemelli e al dottor Andrea Contegiacomo della radiologia d’urgenza e interventistica. Essa consiste nel far precedere l’intervento vero e proprio dal posizionamento di una spirale metallica (microcoil), sotto guida Tac, all’interno di questi noduli polmonari fortemente sospetti di essere lesioni tumorali in fase iniziale. Si tratta di lesioni sfumate, soffici al tatto e molto piccole (in genere sotto il centimetro); per queste caratteristiche non sono distinguibili dal parenchima polmonare sano all’ispezione diretta. Tali noduli differiscono invece dai noduli polmonari tumorali maturi, che sono palpabili e immediatamente riconoscibili dall’occhio del chirurgo». I chirurghi toracici hanno quindi deciso di chiedere aiuto ai radiologi interventisti per marcare queste lesioni sospette con una spiralina, in modo da renderle visibili durante l´intervento chirurgico, che può essere effettuato con tecnica mininvasiva endoscopica (toracoscopica). In una prima fase, i radiologi interventisti posizionano il microcoil nel nodulo, dall’esterno, sotto guida TAC. Successivamente il paziente viene operato.
«L´asportazione del nodulo con tecnica toracoscopica», prosegue la dottoressa Congedo, «viene effettuata in anestesia generale. Dopo aver praticato un´incisione di 3 cm sulla parete del torace, si inserisce una piccola videocamera, che consente di visualizzare il marcatore, posizionato in precedenza dai radiologi». In questo modo il chirurgo asporta solo il nodulo sospetto, preservando il tessuto polmonare sano. Il paziente può così essere dimesso dopo soli due giorni perché i tempi di recupero sono molto rapidi. Al Gemelli si è cominciato a utilizzare questa tecnica nel 2019 proseguendo a perfezionarla negli anni. (riproduzione riservata)