Tu di che Spritz sei? L’aperitivo italiano ha conquistato il mondo, ma c’è tutto un mondo oltre l’arancio Aperol. Ecco i 10 nuovi colori da provare quest’estate
Leggero e facile da preparare, il cocktail spruzzato si presta a mille varianti. Basta cambiare la base bitter e se ne possono fare di tutti i colori. Pronti? Allora 3, 2, 1… Spritz
Di certo c’è solo che ha conquistato il mondo convertendo tutti al rito dell’aperitivo all’italiana. Per il resto sullo Spritz come su quasi tutti i cocktail più famosi di certezze ce ne sono poche. C’è chi dice che sia nato per l’uso dei soldati dell’esercito austroungarico di allungare i vini bianchi italiani troppo corposi per i loro gusti, così chiedevano agli osti veneti di Spritzen, allungarli appunto spruzzandoli d’acqua.
Chi invece fa risalire l’usanza come premio per gli operai dell’Arsenale di Venezia ai tempi d’oro delle repubblica marinara. Di sicuro c’è che la versione più famosa della grande famiglia degli spruzzati è quella a base di Aperol, il bitter la cui ricetta è stata messa a punto negli anni 20 dai fratelli Barbieri di Padova, di ritorno, da un viaggio a Parigi. Da lì il nome, per assonanza da quel che sentivano ordinare tutto intorno a sè ai tavolini dei cafè nella capitale francese, dov’era tutto un fiorir di «apéro», diminutivo di apéritif. Da lì appunto l’Aperol, diventato poi sinonimo stesso di Spritz a livello mondiale, soprattutto da quando nei primi del Duemila il marchio è entrato nel portfolio di Campari che ha fatto da volano internazionale al brand.

Ma non di solo Aperol è fatto lo spritz, come d’altra parte è già codificato nel ricettario dell’Iba (International Bartenders Association), dove sono previste le alternative più blasonate del cocktail a base di Campari e di due etichette veneziane doc come il Cynar, sempre di Campari Group e del Select dei fratelli Pilla rilanciato dal Gruppo Montenegro. La ricetta, però, è sempre la stessa facile da miscelare e da ricordare viste le proporzioni in ragione del 3, 2, 1: tre parti di vino mosso, due parti di bitter e una di soda. Semplice quanto contare fino a tre appunto. Su questa base, si capisce quanto si sia liberi di giocare e variando seguendo i propri gusti. E, cambiando la base bitter, se ne possono fare di tutti i colori. Pronti? Allora 3, 2, 1… Spritz.
Campari vede rosa (e oro)
Con lo Spritz Campari ne fa davvero di tutti i colori. L’azienda di Sesto San Giovanni infatti può vantare in portfolio ben tre basi storiche: Aperol, Campari e Cynar. Se l’Aperol è ormai universalmente noto come la base per antonomasia del cocktail, il gruppo ha differenziato l’offerta puntando sulle caratteristiche delle etichette. Così il Campari si è posizionato nella fascia alta della miscelazione elegante, Camparino in Galleria, docet.

Per Cynar invece il gruppo gioca sul lato fané del marchio del bitter al carciofo che è rimasto legato al mitico spot con Ernesto Calindri al motto di «Contro il logorio della vita moderna». Rilanciato ora anche grazie al volano della sponsorizzazione del Venezia calcio. Il merchandising legato ai colori della squadra, dalle calze a righe al pigiama con carciofo ricamato sul taschino, va letteralmente a ruba anche tra i giovanissimi.

Ma Campari vede e rilancia con due nuove etichette per ampliare le nuances oltre all’arancio-rosso: il fruttato Sarti Rosa e il floreale Mondoro. Arrivato a giugno sul mercato italiano, dopo un primo rodaggio all’estero, Sarti Rosa gioca sul lato più fruttato e fresco dell'aperitivo con note giovani ed esotiche come mango e frutto della passione che unite all’arancia rossa danno una scenografica colorazione rosa, appunto, al bicchiere.
Altrettanto fresco e leggero il secondo nuovo lancio di Campari Group, Mondoro è il nuovo aperitivo floreale che punta a completare la gamma degli Spritz lover con una proposta studiata per chi ama l’Hugo, la versione altoatesina del cocktail a base di fiori di sambuco.
Un’onda blu di Dolce vita

L’aperitivo si tinge di blu con Venturo Aperitivo Mediterraneo. Un’ondata di Dolce vita che è un richiamo esplicito al ritmo rilassato dell’estate italiana fin dagli ingredienti utilizzati per la ricetta: rosmarino, limone siciliano, sale marino e camomilla blu. Per mettela a punto ci sono voluti due anni e anche il nome è stato studiato attentamenti, Venturo che proietta il pensiero verso il futuro e orizzonti sereni. D’altra parte l’etichetta è la prima lanciata da Diageo nel segmento dell’aperitivo e il colosso del beverage si è preso tutto il tempo per studiare un prodotto di fascia alta da affiancare ai suoi marchi storici, come la birra Guinness, il whisky Talisker, la vodka Ketel One, il gin Tanqueray, il tequila Don Julio e il rum Zacapa.
Giallo golden hour
Golden hour, così in inglese si definisce l’ora del tramonto. E proprio giallo oro è l'Aperitivo Nonino BotanicalDrink che ha conquistato anche la giuria dell’Iws (International Spiritis Award) che l’ha scelta incoronandolo tra oltre 140 etichette. Il colore è del tutto naturale ed è dato solo dall’infusione di fiori, frutta e radici selezionati.

L’etichetta prende ispirazione dall’archivio storico della famiglia di distillatori: dov’è gelosamente conservata una ricetta della nonna Silvia, prima distillatrice artigiana del mondo della grappa. Cristina Nonino, con le sorelle Antonella, Elisabetta e la figlia Francesca, sesta generazione della famiglia, l’hanno rielaborata e impreziosita con ÙE Acquavite d’Uva Monovitigno Fragolino che dona sentori di frutti di bosco con note leggermente amaricanti.
Poco alcolico molto amichevole
In Emilia-Romagna il termine Vetz è un modo giocoso che si usa tra amici simile, a vecio o zio. Da qui l’idea di chiamare Vetz questo nuovo aperitivo ispirato alla convivialità e all’amicizia.

Creato a partire da 22 botaniche tra le colline piemontesi del Monferrato, Vetz è nato proprio dall’idea di tre amici che per lavoro organizzano eventi in Europa. Poco alcolico e molto naturale, viene incontro alle richieste di consumo delle nuove generazioni, sempre più orientate alla moderazione di gradazione alcolica.
Rosolio al bergamotto 2.0

Basta dire rosolio e ti vengono in mente i bicchierini della nonna serviti insieme a biscottini secchi nel salotto buono. Il rito su cui si basano secoli di tradizione liquoristica italiana è stato riportato in auge da Giuseppe Gallo, imprenditore già bar tender di successo. Il suo Italicus è un liquore al bergamotto che guarda al futuro ed è un omaggio al buon gusto e all’arte italiana fin dalla bottiglia a forma di colonna rastremata.
Orgoglio piemontese
Nato in una storica distilleria di Torino e alle tradizioni piemontesi rende omaggio fin dal nome, Savoia Rosso è un vino aperitivo in versione moderna. Creato con una miscela di oltre 20 botaniche ha un profilo aromatico ricco ed è un perfetto punto d’incontro tra amari rossi e vermouth dolci. Il tutto con una bassa gradazione alcolica e soprattutto di zuccheri per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori.

All’etichetta si è unita poi la variante Savoia Orancio del vino aperitivo con una ricetta tutta giocata su agrumi e frutti rossi arricchita dalle spezie ispirate alla via della seta, come zenzero, zafferano e melograno.
Sapore d’estate
Con Martini Bianco lo Spritz si arricchisce di una dolce e rotonda nota di vaniglia. La bottiglia, un’icona del made in Italy, è cambiata con un design più essenziale e moderno, ma la ricetta è rimasta la stessa inconfondibile.

Quest’estate, si può provare nella cornice delle due terrazze Martini allestite in due delle località turistiche più esclusive italiane: Noto, capitale del barocco siciliano, e Forte dei Marmi, la perla della Versilia dove il tempo sembra sospeso dai tempi di Sapore di mare.
Rabarbaro, radice toscana
Toscano doc, Amaro Santoni nasce da una ricetta a base di rabarbaro. Come base di uno Spritz oltre alle ricche note della radice, il liquore conferisce un’intrigante colore rosa pesca.

L’etichetta storica nasce nel 1961, ma ora è al centro dei riflettori internazionali anche grazie al suo ambassador: Simone Caporale, leggendario bar tender patron del bar numero uno al mondo, con il suo Sips di Barcellona stella dei 50 World’s Best Bars. (Riproduzione riservata)
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