Dopo il brusco atterraggio della pandemia, i numeri degli aeroporti italiani tornano a decollare. Gli scali della Penisola hanno ormai recuperato i livelli del 2019 e, anzi, in alcuni casi li hanno superati di slancio. Lo sprint è evidente nei dati di Toscana Aeroporti, la società quotata sul mercato principale di Borsa Italiana che gestisce gli scali di Firenze e Pisa, ma anche in quelli di Sea, che controlla gli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa. Poi, fermandosi agli snodi principali, Bologna e Roma.
A livello nazionale, Assaeroporti calcola un aumento del 7,9% dei passeggeri nel mese di marzo, con 16,3 milioni di persone passate da 41 scali. E le prospettive sembrano positive, nonostante la fase di incertezza generale, anche per l’estate. Secondo le stime dell’istituto Demoskopika, tra giugno e settembre in Italia sono attesi 65,8 milioni di turisti per 267,4 milioni di presenze, con un incremento rispettivamente del 3,4% e del 2,1% rispetto al 2024.
Il 2025 di Toscana Aeroporti è partito in volata, con record in sequenza nei primi quattro mesi dell’anno. Ad aprile dall’Amerigo Vespucci di Firenze e dal Galileo Galilei di Pisa sono transitati oltre 900 mila passeggeri, l’11,1% in più di un anno fa. Questo risultato contiene già un unicum: il superamento, per la prima volta, delle 500 mila persone in un solo mese a Pisa. Ma anche i numeri cumulati del quadrimestre gennaio-aprile sono i migliori di sempre secondo la società, con 1,5 milioni di passeggeri passati da Pisa (+11,9%) e oltre un milione da Firenze (+8,7%). Più viaggiatori significa più ricavi. Nel primo trimestre Toscana Aeroporti ha registrato un fatturato di 25,7 milioni (+23,5%), anche se nell’ultima riga del bilancio emerge una perdita netta di quasi 850 mila euro che il gruppo lega alla stagionalità. La redditività del settore tradizionalmente si concentra infatti nei mesi estivi. quando - a parità di costi - il traffico aumenta molto. La società toscana arriva, inoltre, da 12 mesi di corsa in borsa, dove ha guadagnato circa il 40%.
Anche all’Aeroporto Marconi di Bologna, quotato sull’indice Star dove è cresciuto del 2% circa in un anno, aprile è stato un mese di espansione con oltre un milione di passeggeri (+4,5%). Il totale del quadrimestre arriva così a 3,2 milioni (+7,8%) grazie soprattutto a un netto incremento dei collegamenti internazionali. Anche in questo caso il rafforzamento dei voli porta con sé un aumento del fatturato: +18%, a 36,2 milioni, nei primi tre mesi del 2025, con un utile di 3,1 milioni (-11,4%).
I primi mesi dell’anno confermano il trend positivo già emerso nel 2024 a Bologna. Lo scorso anno l’aeroporto Marconi ha visto un aumento del 7,7% dei passeggeri e del 14,5% dei ricavi, arrivati a 166,1 milioni di euro con un ebitda di 55,1 milioni (+25%) e un utile di 24,4 milioni (+46,1%). Il netto miglioramento dei profitti si è tradotto in un super dividendo per i soci, che mercoledì 14 si sono visti staccare una cedola di 0,471 euro per azione dagli 0,264 euro del 2023.
Per quel che riguarda, invece, la capitale, l’ultimo report di Aeroporti di Roma (Adr) stima una crescita complessiva del 9% dei transiti da Ciampino (+4,2%) e Fiumicino (+9,5%) a marzo, per un totale mensile di 4,2 milioni di utenti. I numeri solidi di marzo proseguono la striscia positiva di gennaio e febbraio, quando Adr ha registrato una salita del 10,4% e del 7% dei passeggeri su base annua.
Poi ancora gli scali milanesi. Nel capoluogo lombardo è Malpensa a fare da traino, con un aumento di oltre l’11% sia a febbraio sia a marzo (dati Assaeroporti). Il gruppo Sea, che gestisce Malpensa e Linate, ha appena tenuto l’assemblea per l’approvazione del bilancio 2024 e la nomina del nuovo cda. I numeri dello scorso anno riportano un fatturato di gruppo di 823,1 milioni (+7,9%), con un ebitda di 350,5 milioni (+4,3%) e un utile netto di 170,6 milioni (+9,2%).
Anche in questo caso la solidità dei profitti si è tradotta in remunerazione per i soci. Gli azionisti di Sea riceveranno un dividendo di 0,6557 euro per azione, a cui si affianca una distribuzione di riserve per 60 milioni (0,24 euro per azione). In più, S&P Global Ratings ha migliorato la valutazione della società da A- ad A, con outlook stabile.
Infine, l’andamento del comparto ha gonfiato i conti dell’Enav (Ente Nazionale di Avviamento e Navigazione), la società che gestisce il traffico aereo in Italia. Tra gennaio e marzo l’Enav ha registrato volumi di traffico record che hanno portato i ricavi dall’attività operativa a quota 210,5 milioni (+12,4%) e la cassa generata a 28 milioni (+25,5%). Tuttavia, il primo trimestre si è chiuso con un rosso di 29 milioni (oltre il doppio dei 13,7 milioni persi nei primi tre mesi del 2024) che la società riconduce alla stagionalità e a un cambio della normativa di settore. (riproduzione riservata)