Tignanello vola (+68%) alle aste
Tutti i ventidue millesimi battuti hanno messo a segno rialzi superiori al 20%
Ciò che colpisce, nella tabella che illustra le quotazioni spuntate dalle bottiglie di Tignanello alle aste del 2021-2022 mettendole a confronto con quelle registrate nel 2020, è la totale assenza del segno meno nell'ultima colonna, il che significa che sono tutte aumentate. È vero che in tabella, per motivi di spazio, compaiono soltanto 16 dei 22 millesimi di Tignanello coinvolti nel confronto, ma anche il prezzo dei sei che non vi compaiono si è accresciuto. Un en plein di 22 quotazioni in crescita su 22 non era mai stato registrato da questa rubrica. E la sorpresa si è accresciuta per via della misura: neanche uno degli aumenti è inferiore al 20%. Il risultato è che il valore complessivo delle 22 bottiglie di Tignanello, che nel 2020 era di 2.373 euro, è schizzato adesso a 3.989 con un balzo di oltre il 68%.
In realtà questa ventata favorevole era prevedibile, visto che ne ha beneficiato anche il Solaia, che del Tignanello è il fratello minore (nel senso che è nato dopo, ma anche che viene prodotto in quantità inferiore). A differenza del Solaia, però, negli ultimi anni le quotazioni del Tignanello erano sempre cresciute, sia pure in misura minima, e sembravano stabilizzate. Con questa improvvisa iniezione del +68% i frequentatori delle aste sembrano ammettere di averlo sottovalutato un po' troppo e hanno accorciato la differenza di prezzo che separava le sue annate da quelle degli altri SuperTuscan. È il caso di notare che le aste in cui è avvenuta questa svolta erano per due terzi battute all'estero da case d'asta estere. (riproduzione riservata)
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