Tignanello si gode il rimbalzo
Quotazioni alle aste salite del 13,42% nel 2018 dopo il calo del 23,5%
Ciò che colpisce subito, nella tabella che illustra le quotazioni spuntate dalle bottiglie di Tignanello alle aste del 2018 mettendole a confronto con quelle registrate l’anno precedente, è la stragrande maggioranza di prezzi rincarati, addirittura 12, contro un numero talmente ridotto di prezzi diminuiti, appena 3, da rasentare quota zero. Un bilancio così insolitamente positivo desta sorpresa anche perché stride con quello di segno opposto ottenuto dal Solaia, analizzato nella puntata precedente. Si tratta dei due SuperTuscans più famosi della Marchesi Antinori: come mai le bottiglie di Solaia hanno perduto nel 2018 il 17,58% del loro valore mentre le 15 di Tignanello sono cresciute complessivamente di prezzo da 1.541 a 1.748 euro, guadagnando il 13,42% rispetto al 2017?
La spiegazione più immediata è che si tratta, in entrambi i casi, di un rimbalzo: nel 2017 le quotazioni del Solaia erano salite del 10%, mentre quelle del Tignanello erano scese del 23,5%. Solitamente, infatti, le variazioni di prezzo alle aste dei vini targati Antinori sono di lieve entità, con un andamento ondulatorio che sottolinea tuttavia una sostanziale stabilità delle valutazioni di mercato. Ma si può avanzare anche un’altra ipotesi: la giusta aspirazione a valorizzare i vini ricavati da vitigni autoctoni sta alimentando in Italia un’assurda repulsione per le varietà alloctone, ed è per questo motivo che il Tignanello, che è un Sangiovese corretto Cabernet, verrebbe preferito al Solaia, Cabernet corretto Sangiovese. riproduzione riservata)
Native Content