Tignanello brilla anche in Magnum
Aumento medio delle quotazioni del 31% per le undici bottiglie da un litro e mezzo
Non è la prima volta che si constata come la scossa inferta dalla pandemia da Covid-19 alle aste dei vini, costringendole a uscire dall'isolamento a cui sembravano condannate dal lockdown, abbia provocato, paradossalmente, risultati inaspettatamente positivi. Quello, per esempio, di rendere possibile questa puntata dedicata esclusivamente al Tignanello imbottigliato in Magnum. Certo, bisogna accontentarsi: i millesimi per i quali è possibile confrontare i prezzi attuali con quelli del 2020 sono soltanto 11, quindi un po' scarsi, ma negli anni precedenti ce n'era uno solo. Poiché ne sono stati deprezzati soltanto quattro, mentre sette hanno ottenuto una quotazione più elevata, è evidente che anche il Tignanello in versione Magnum ha beneficiato dell'ondata rialzista che sta premiando pressoché tutti i vini italiani.
Con un aumento medio del 31% o poco più ne ha beneficiato però soltanto a metà rispetto ai Tignanello in bottiglie standard, gratificati addirittura da un surplus del 68%, come s'è visto nella puntata precedente. Il +31% è un risultato tutt'altro che disprezzabile, tuttavia è difficile individuare le motivazioni di questa differenza, tanto più che è maturata in una situazione di emergenza. Sarà interessante vedere, nella prossima puntata, quale è stato l'atteggiamento di collezionisti e appassionati nei confronti dei Tignanello imbottigliati negli altri formati speciali, soprattutto in quelli di stazza più grande, Doppie Magnum, Jeroboam e Imperial. (riproduzione riservata)
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