Tesla ha chiuso il secondo trimestre del 2025 con risultati ancora una volta deludenti, segnando il terzo calo consecutivo dei profitti. La casa automobilistica guidata da Elon Musk ha riportato un utile netto in flessione del 16% a 1,17 miliardi di dollari, pari a 33 centesimi per azione, rispetto agli 1,4 miliardi (40 centesimi per azione) dello stesso periodo dell’anno precedente.
I ricavi sono scesi del 12% a 22,5 miliardi, leggermente sotto le attese del mercato (22,74 miliardi), mentre le vendite di veicoli elettrici hanno registrato una flessione del 14% con 384 mila consegne.
Il calo delle performance di Tesla non è riconducibile soltanto a dinamiche di mercato o a una maggiore concorrenza nel settore delle auto elettriche. Secondo molti analisti, è ormai da tempo la figura stessa di Musk a danneggiare il marchio. Con la sua invadente presenza sulla scena politica - a partire dal sostegno alla rielezione di Donald Trump e al coinvolgimento nelle sue politiche con il successivo allontanamento e fino all’endorsement per partiti di estrema destra in Europa come l’AfD in Germania - Tesla è diventata oggetto di boicottaggi in diverse aree geografiche.
Un analista ha definito l’azienda «un marchio tossico inseparabile dal suo leader», sottolineando come l’immagine di Musk abbia intaccato l’appeal di Tesla presso i consumatori.
Un altro elemento chiave del calo dei ricavi è rappresentato dalla forte contrazione nella vendita dei crediti verdi, scesi a 439 milioni di dollari contro gli 890 milioni dell’anno precedente. A peggiorare la situazione è arrivata anche l’approvazione della nuova legge federale negli Stati Uniti che mette fine al credito d’imposta da 7.500 dollari per l’acquisto di veicoli elettrici a partire da settembre.
Inoltre, sono state eliminate le sanzioni per i produttori che superano i limiti di emissioni, indebolendo così uno dei business collaterali più redditizi per Tesla.
In un contesto in cui il core business automotive fatica a mantenere quote di mercato - anche a causa dell’avanzata di concorrenti come Byd in Cina e nel resto del mondo - Musk punta tutto su guida autonoma e intelligenza artificiale.
Durante la call con gli investitori, il ceo ha dichiarato che entro fine anno Tesla punta a rendere disponibile il servizio di robotaxi al 50% della popolazione statunitense, «compatibilmente con le approvazioni normative». Il test pilota è già in corso ad Austin, Texas, ma con risultati misti: non sono mancati episodi critici, come un robotaxi finito in una corsia contromano.
Nel frattempo, la concorrenza si muove più rapidamente: Waymo (di Alphabet) è già operativa in diverse città con milioni di corse all’attivo. Musk, però, continua a promettere un futuro dominato non solo dai robotaxi ma anche dagli umanoidi Optimus, capaci — a suo dire — di svolgere mansioni domestiche o industriali.
Per rilanciare le vendite, Tesla ha annunciato l’avvio della produzione di un nuovo modello a basso costo, inizialmente previsto per giugno ma ora rimandato all’ultimo trimestre del 2025. L’introduzione di un veicolo più accessibile è vista come mossa cruciale per riconquistare fette di mercato erose dai concorrenti, specie in un momento in cui molte startup e produttori asiatici offrono Ev con funzioni avanzate di guida autonoma a prezzi più competitivi.
Ma visti i numeri dell’attuale bilancio, la promessa di un modello più accessibile non sarà facile da mantenere. Il margine lordo risulta in calo al 17,2% dal 18% di un anno fa, anche se qualche dato positivo non manca: la divisione servizi e ricariche fa +17% di utile lordo, grazie all’espansione della rete Supercharger (+18% di stazioni), mentre il valore degli asset digitali è in crescita a 1,24 miliardi di dollari, favorito anche da un guadagno non realizzato di 284 milioni legato a investimenti in Bitcoin.
Il titolo Tesla ha perso oltre il 4% nell’after-market nella notte tra mercoledì 23 e giovedì 24 e registra una flessione di circa il 18% da inizio anno, risultando il peggior performer tra i big tech. L’andamento contrasta con quello del Nasdaq, in crescita del 9% nel 2025. Nonostante i segnali negativi, Musk mantiene la visione di un futuro dominato da AI e automazione.
«Se riusciremo a eseguire bene con la guida autonoma e i robot umanoidi», ha detto, «Tesla sarà l’azienda più preziosa al mondo». Ma il divario tra le solite ambizioni futuristiche del fondatore e le difficoltà operative attuali continua a pesare sul sentiment degli investitori. (riproduzione riservata)