Elon Musk ha cercato di rassicurare i dipendenti di Tesla durante un incontro aziendale trasmesso su X, parlando di «un po’ di tempesta» e invitando a non farsi prendere dal panico dopo il crollo del 50% delle azioni in tre mesi, come riporta Bloomberg. «Se leggete le notizie, sembra l’Armageddon», ha scherzato il miliardario, minimizzando il momento difficile che la casa automobilistica sta attraversando.
Il titolo Tesla ha perso oltre la metà del suo valore dai massimi di dicembre, scendendo fino a 233 dollari per azione prima dell’apertura di Wall Street venerdì 21. Il calo è stato alimentato non solo dal rallentamento delle vendite, ma anche dalla sospensione della produzione della Model Y per il restyling della linea produttiva. Il primo trimestre è tradizionalmente un periodo più debole per Tesla, ma quest’anno il calo di consegne e vendite in mercati chiave è stato particolarmente marcato.
Musk ha sottolineato come Tesla produca ancora «l’auto più venduta al mondo, di qualsiasi tipo», riferendosi alla Model Y, ma la casa automobilistica deve affrontare nuove sfide. Tra queste, la crescente opposizione politica legata al suo coinvolgimento nell’amministrazione Trump, che ha portato a episodi di vandalismo contro showroom, auto e stazioni di ricarica Tesla negli Stati Uniti e in Europa.
Durante l’incontro Musk ha rilanciato ancora una volta sulla guida autonoma, affermando che le Tesla sono «a un aggiornamento software di distanza dall’essere completamente autonome». Tuttavia, ammette di essere ormai considerato come «il ragazzo che gridava al lupo», visto che le sue previsioni sul full self-driving non si sono ancora concretizzate.
Tesla ha annunciato il lancio di nuovi modelli più economici nella prima metà dell’anno, ma senza fornire dettagli. Nel frattempo il miliardario ha liquidato l’ipotesi di un suo ingresso nei settori ferroviario e aeronautico, anche se ha ammesso di sognare un jet elettrico supersonico a decollo verticale: «Forse, un giorno, lo faremo».
Le difficoltà attuali di Tesla stanno sollevando dubbi tra gli analisti. Dan Ives di Wedbush Securities, da sempre sostenitore dell’azienda, ha definito questo momento una «crisi tornado» per Musk e ha chiesto al ceo di allontanarsi dalla politica per concentrarsi sull’azienda. Il segretario al Commercio Howard Lutnick è intervenuto in difesa di Tesla, esortando su Fox News a comprare azioni perché «non saranno mai più così economiche». Ma l’intervento ha sollevato interrogativi su possibili violazioni etiche.
Musk ha concluso l’incontro cercando di infondere fiducia nei dipendenti: «Ci sono momenti difficili, ma il futuro è incredibilmente luminoso e faremo cose che nessuno ha mai nemmeno sognato». Resta da vedere se basterà per convincere gli investitori. (riproduzione riservata)