Dalle cellule Car T provengono nuove e promettenti terapie contro i tumori del sangue, specie quelli più frequenti come mieloma multiplo e linfomi. Le più recenti ricerche in materia sono state presentate nei giorni scorsi a New Orleans, al Congresso della Società americana di ematologia. Nello studio multicentrico KarMMa-2 è emerso che ide-cel, una nuova Car T, nel mieloma multiplo porta a un tasso di risposta completa, ovvero alla scomparsa di tutti i segni di malattia a livello di laboratorio nei tre quarti dei pazienti che hanno risposto in modo insufficiente al trapianto autologo di cellule staminali e nel 45,9% dei soggetti che hanno sviluppato recidiva precoce (entro 18 mesi dalla diagnosi) dopo il trapianto, oltre a mostrare una buona tollerabilità.
«La frontiera più avanzata e innovativa dell’immunoterapia è rappresentata dalla terapia con cellule Car T, basata sui linfociti del paziente modificati geneticamente», dichiara Michele Cavo, direttore dell’Istituto di ematologia Seràgnoli, Irccs S. Orsola-Malpighi, Università di Bologna e professore ordinario di ematologia presso la stessa Università, «Ide-cel è una terapia cellulare di seconda generazione diretta contro l’antigene BCMA (B Cell Maturation Antigen), espresso sulla superficie delle plasmacellule».
Lo scenario dell’immunoterapia in grado di reindirizzare i linfociti T verso le cellule tumorali si sta arricchendo anche grazie allo sviluppo degli anticorpi bispecifici, tra i quali alnuctamab che, nella formulazione sottocutanea, ha evidenziato una buona tollerabilità e un tasso di risposta globale del 53%. Buone notizie anche nell’ambito degli immunomodulanti che agiscono direttamente sulle cellule del plasma e il microambiente midollare. «In particolare mezigdomide e iberdomide sono due potenti modulatori di Cereblon (una proteina, ndr) che superano i classici meccanismi di resistenza ai farmaci e consentono di offrire ulteriori concrete speranze di cronicizzazione della malattia», continua Cavo.
«Gli studi hanno dimostrato l’efficacia di mezigdomide, in combinazione con desametasone, in pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario già sottoposti a tre o più linee di terapia, incluse immunoterapie cellulari adottive e non anti-BCMA. Il tasso di risposta globale è stato del 40% e ha raggiunto il 50% nei pazienti che hanno ricevuto terapie target anti-BCMA. Anche iberbomide ha dimostrato, in combinazione con desametasone, risultati significativi in pazienti pesantemente pretrattati, con una risposta globale del 36,8%». Per quanto riguarda invece il linfoma a grandi cellule B, nello studio Transform la terapia cellulare con liso-cel, in seconda linea, ha portato a una risposta completa nel 74% dei pazienti rispetto al 43% della terapia standard, ovvero immunochemioterapia seguita da trapianto autologo di cellule staminali. (riproduzione riservata)