Tenaris chiude i primi nove mesi del 2024 in calo, ma il terzo trimestre è sopra le attese di Banca Akros. Da gennaio a settembre le vendite nette della società specializzata nella produzione di tubi in acciaio per il settore energetico sono scese a 9,68 miliardi di dollari (-15%). Il calo è legato alla diminuzione «del volumi di prodotti tubolari spediti (-4%) e dei prezzi medi di vendita dei tubi (-15%)». Con i ricavi si è ridotto anche l’ebitdaa 2,32 miliardi (-40%), con un conseguente calo del margine al 24% dal 34% dei primi nove mesi del 2023. La voce include 174 milioni di perdita dovuta all’accantonamento per contenziosi sull’acquisizione di una partecipazione in Usiminas. Tonfo, infine, per i profitti netti, scesi a 1,56 miliardi (-45%), e per l’utile per azione, diminuito a 1,34 dollari (-43%).
La mattina del 7 novembre, dopo i conti, il titolo Tenaris scambia a 16,655 euro, in crescita dello 0,88%. Merito del dividendo interim di 27 centesimi per azione approvato dalla società, per un totale di circa 300 milioni di dollari. Il cda ha deliberato anche un nuovo buyback da 700 milioni, che si concluderà entro il 26 marzo 2025. Positivo il commento di Banca Akros sul terzo trimestre: «I risultati sono stati migliori del previsto». Ecco spiegata la conferma del rating buy e il target price di 20 euro. Tenaris resta ottimista sul futuro. «I prezzi del petrolio sembrano stabili e sostengono gli investimenti del settore nonostante l’incertezza sulla domanda asiatica e le tensioni geopolitiche», si legge in una nota. È vero che la società si aspetta un fatturato e un ebitda del quarto trimestre 2024 inferiori a quelli del terzo per colpa delle minori vendite in Messico e Arabia Saudita, e dell’impatto ritardato dei prezzi dei prodotti tubolari nelle Americhe.
Ma i risultati della seconda metà del 2024 sono previsti in linea con la guidance indicata a settembre (ovvero volumi nel secondo semestre 2024 in calo del 10% rispetto al primo, ricavi in diminuzione del 15% e un margine ebitda a metà dell’intervallo 20-25%). Per il 2025, invece, Tenaris si aspetta una ripresa delle vendite e dell’ebitda grazie all’aumento delle spedizioni in Nord America e Medio Oriente, e al rimbalzo dei prezzi dei prodotti tubolari in Nord America. (riproduzione riservata)