skin track
Analisi Leggi dopo

Tempesta perfetta in Germania. Crisi di governo e dazi di Trump si aggiungono ai problemi dell’economia

07 novembre 2024, 21:30 Ultimo aggiornamento: 08 novembre 2024, 08:59

Produzione industriale ed export calano oltre le previsioni a settembre. Deutsche Bank aumenta le attese di tagli dei tassi da parte della Bce | I dazi di Trump possono costare all’Italia fino a 7 miliardi in piu l’anno. Ecco i settori che rischiano di più

Germania sempre più nell’occhio del ciclone. La crisi di governo è ormai di fatto aperta. Giovedì 7 novembre il cancelliere Olaf Scholz ha nominato Jörg Kukies (suo consigliere economico ed ex Goldman Sachs) come ministro delle Finanze al posto del liberale Christian Lindner che si è opposto alla riforma del freno del debito e alla legge di bilancio nel tentativo di recuperare voti. La coalizione di governo formata da Spd, Verdi e liberali è esplosa. Friedrich Merz, leader della Cdu in testa nei sondaggi, ha chiesto di anticipare le elezioni a gennaio. Nel frattempo dall’economia continuano ad arrivare segnali negativi. Ieri l’ufficio di statistica Destatis ha reso noto che la produzione industriale tedesca a settembre è scesa del 2,5%, mentre il consenso di mercato si aspettava un -1%. L’attuale livello è del 10% inferiore al picco più recente di febbraio 2023 e del 13% rispetto al pre-pandemia.

«L’ulteriore calo della produzione sottolinea che la crisi dell’industria sarà una delle tante questioni che il nuovo governo dovrà affrontare», ha osservato Capital Economics. «Le prospettive per l’industria tedesca sono pessime. Le indagini sull’attività manifatturiera sono rimaste in territorio di contrazione in ottobre». Oltre alle questioni congiunturali, l’industria tedesca sta affrontando «diverse sfide strutturali» secondo gli economisti, tra cui i prezzi elevati dell’energia e le difficoltà del settore automobilistico a convertire la produzione verso veicoli elettrici tenendo il passo con i concorrenti cinesi. «La manifattura continuerà a frenare l’economia», ha osservato Commerzbank.

Il nodo dell’export

La vittoria di Donald Trump e i possibili dazi del 10-20% sui prodotti europei «aumentano i rischi» per l’economia tedesca secondo Capital Economics. Gli scambi con gli Usa diminuirebbero nel medio termine, anche se nel breve potrebbero aumentare nel tentativo di anticipare le misure di Trump. Le esportazioni verso gli Stati Uniti rappresentano il 3,8% del pil della Germania.

Prima ancora di osservare l’effetto dei dazi di Trump, le esportazioni tedesche sono scese dell’1,7% a settembre, più del -1,4% previsto dal mercato. La Germania dovrà rivedere nei prossimi anni un modello economico sbilanciato sull’export puntando maggiormente su domanda interna e investimenti. In tal senso il freno del debito potrebbe rivelarsi presto insostenibile. È significativo che nelle ultime ore la Cdu abbia aperto alla riforma delle regole fiscali nazionali.

«La Germania ha bisogno di un governo stabile e orientato alle riforme per rispondere alle possibili misure di Trump che avranno un impatto sulle politiche commerciali, fiscali e di difesa», ha rilevato Scope che prevede un calo del pil tedesco dello 0,1% quest’anno, con un rialzo dello 0,1% l’anno prossimo (stima abbassata dal precedente +0,9%).

La debolezza della Germania è una pessima notizia per gli altri Paesi dell’Eurozona, in primis per l’Italia. L’Europa è in una sostanziale stagnazione da fine 2022. Le politiche di Trump potrebbero ulteriormente frenare il pil. Non ci sono segnali di una maggiore integrazione nell’area euro. Anche il governo francese è in difficoltà, nonostante il presidente Emmanuel Macron abbia invitato l’Europa a «svegliarsi» e a diventare «carnivora» nel contesto globale, non più «erbivora».

Le mosse Bce

Il vicepresidente Bce Luis De Guindos ha avvertito che una guerra commerciale avrebbe impatto «significativo» sull’economia globale. La Bce potrebbe aumentare i tagli dei tassi secondo gli economisti. Ieri Deutsche Bank ha abbassato il tasso terminale atteso dal 2,25% all’1,5%, in parte a causa dei dazi di Trump e in parte per i crescenti rischi di frenata economica e inflazione sotto il target del 2%. Di conseguenza per Deutsche Bank i tassi scenderanno sotto il livello neutrale (quello che non comprime né stimola il pil) entro fine 2025. Anche Goldman Sachs ha abbassato la previsione sul tasso terminale dal 2 all’1,75%. La banca Usa prevede una crescita nell’Eurozona dello 0,8% l’anno prossimo dal precedente 1,1%. Deutsche Bank ha abbassato la stima di aumento del pil 2025 allo 0,8% da 1,5%. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO

229,00 € per 1 anno
328,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO + MF GPT PRO

138,00 € per 1 anno
198,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

160,00 € per 1 anno
229,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

-30%

SITO + MF GPT LIGHT
Sito senza limiti
+ The Wall Street Journal

69,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)