Pur essendo stata duramente colpita da un altro shock dei prezzi dell’energia e da un’elevata incertezza geopolitica la Germania è comunque riuscita a registrare una crescita dello 0,2% su base trimestrale e dello 0,9% su base annua nel secondo trimestre grazie al rafforzamento delle esportazioni e dei consumi privati, mentre la spesa per gli investimenti ha subito un calo. Il deprezzamento dell’euro potrebbe aver contribuito a questo risultato, così come lo stimolo fiscale, che continuerà a sostenere la crescita nei prossimi trimestri.
Come di consueto in questo periodo dell’anno, l’ufficio statistico ha anche ricalcolato i dati dei trimestri precedenti. Ciò ha comportato, in particolare, una revisione al rialzo della crescita del prodotto interno lordo del 2024 da -0,5% a zero. Oltre alla Germania, anche l’Italia e la Francia hanno registrato una crescita dello 0,2% su base trimestrale, mentre i Paesi Bassi e la Spagna sono cresciuti rispettivamente dello 0,4% e dello 0,7%.
Il pil dell’Irlanda ha registrato un rimbalzo da -7% a +3,9% su base trimestrale, tanto che il prodotto interno lordo complessivo dell’area dell’euro è aumentato dello 0,44% su base trimestrale e dello 0,94% su base annua. Il oul del primo trimestre è stato rivisto al rialzo a zero dal precedente -0,2%.
È molto incoraggiante che in un contesto così difficile, il pil dell’area dell’euro sia riuscito a crescere a un ritmo che supera persino la nostra stima di crescita potenziale, nonché la crescita annualizzata degli Stati Uniti, pari all’1,5% nel secondo trimestre. La resilienza economica avvalora la nostra previsione di un ulteriore aumento dei tassi d’interesse da parte della Bce a settembre.
Nonostante il forte aumento dei prezzi del petrolio le aspettative delle imprese rilevate dall’Ifo sono migliorate a luglio, sebbene solo fino a un livello ancora ben al di sotto della media di lungo periodo. Inoltre il mercato del lavoro sembra stabilizzarsi, come dimostra un aumento del numero di posti vacanti non coperti.
Il miglioramento del sentiment si sta estendendo oltre il settore manifatturiero, in particolare nel settore dei servizi e nel commercio al dettaglio, che potrebbero beneficiare dell’aumento dei redditi reali a seguito del forte incremento dei salari minimi e delle pensioni registrato a gennaio. Solo il settore delle costruzioni continua a soffrire. Con tassi di interesse relativamente elevati, è improbabile che la situazione cambi nel breve periodo. Notiamo inoltre che gli ordini industriali hanno registrato un miglioramento negli ultimi tempi, il che dovrebbe portare a un aumento della produzione industriale nel terzo trimestre.
Nonostante questi segnali incoraggianti dobbiamo rimanere consapevoli delle significative sfide strutturali che interessano le principali industrie tedesche. Ciò è particolarmente evidente nel settore automobilistico, che deve affrontare l’intensa concorrenza dei rivali cinesi, pionieri nella transizione verso i veicoli elettrici. Di conseguenza le principali case automobilistiche tedesche hanno annunciato licenziamenti di massa. I cambiamenti strutturali non sono solo un problema economico. Essi comportano anche un’elevata incertezza finanziaria per i lavoratori impiegati nei settori interessati e alimentano una crescente opposizione politica. In tempi normali ciò rappresenterebbe già di per sé una sfida.
Tuttavia in Germania non si vive una situazione di normalità da diverso tempo. Questa tendenza è ben illustrata dalla stagnazione del pil pro capite e della produttività del lavoro registrata dall’inizio del 2019. Di conseguenza il sostegno alla coalizione di governo è in calo nonostante le consistenti misure di sostegno adottate dal giorno delle elezioni, quali l’aumento delle pensioni, delle indennità per i pendolari e dei salari minimi.
La principale sfida politica è rappresentata dal crescente sostegno ai partiti marginali sia di sinistra che di destra. Poiché i partiti politici di centro hanno escluso la possibilità di governare assieme assieme alla formazione di estrema destra Alternative für Deutschland le opzioni politiche si stanno facendo sempre più limitate. Sarà importante seguire con attenzione le prossime elezioni regionali di settembre nei tre Länder della Germania orientale: Berlino, Sassonia-Anhalt e Meclemburgo-Pomerania Anteriore. In Sassonia-Anhalt Alternative für Deutschland ha concrete possibilità di formare il governo locale.
*capo-economista J. Safra Sarasin