Induce a riflettere l'immagine della pluralità delle authority e degli organi che intervengono nel caso di un progetto di aggregazione bancaria ai fini della valutazione e del rilascio delle necessarie autorizzazioni che, in determinate ipotesi, vedono il cumulo di interventi nazionali ed europei. È sotto gli occhi di tutti ciò che si sta verificando per le diverse offerte pubbliche presentate in queste settimane e per la loro consecutio.
Un'autorizzazione concessa potrebbe in teoria essere affiancata o seguita da una negata concessione di una diversa autorità con la conseguenza che il giudizio di quest'ultima con le sue motivazioni potrebbe impattare anche sul benestare già accordato con l'esigenza di dovere rivedere la decisione assunta.
Di qui si risale dunque al panorama delle molteplici autorità con competenze in materia e, dunque, alla valutazione dell'opportunità di un processo di accorpamenti. Insomma, dalla vicenda delle opa in corso, scaturisce ancora una volta la necessità di una riforma a livello nazionale ed europeo delle authority.
In effetti delle due l'una: o si ritiene che, per il pluralismo e la dialettica tra gli organi, l'assetto attuale non debba essere modificato e, allora, bisognerà prevedere precisi momenti dell'iter di approvazione in cui si adottino, in una sede unitaria, valutazioni congiunte, al limite anche evidenziando i problemi che per questa o quella funzione, non rendono possibile concedere, per esempio, il benestare richiesto.
Si tratta di una soluzione come quella, nel piccolo ma riguardante comunque l'amministrazione pubblica, della Conferenza dei Servizi per l'adozione di un provvedimento amministrativo. Non sarebbe una soluzione facile, ma quanto meno ricondurrebbe a una visione e a una sede unitarie un procedimento che, invece, rischia di essere ripetuto con poteri, modalità, tempi e finalità diversi.
L'alternativa, che invece andrebbe privilegiata, è mettere finalmente mano alla riforma delle autorità prospettata da venti anni e mai finora realizzata, se si fa eccezione per modifiche settoriali e limitate. Un accorpamento per finalità è la via da percorrere che, per esempio, in materia di credito e risparmio potrebbe condurre a importanti aggregazioni e concentrazione di funzioni.
Non per caso accadde già negli anni ‘70 che in sede istituzionale fosse proposta l'integrazione nella Banca d'Italia prima del controllo della borsa e dei mercati, poi della vigilanza sulle assicurazioni. Allora, a cominciare dal governatore Guido Carli, l'aggregazione fu esclusa perché non si voleva alterare il profilo netto di una banca centrale.
Ora i tempi sono nettamente diversi e, per esempio, per le assicurazioni nel 2012 è stato costituito, come organo di controllo, l'Ivass, che coesiste istituzionalmente e funzionalmente con la Banca d'Italia, anche nella prospettiva di una piena integrazione.
Ragionamenti similari si possono fare per le Autorità europee in materia di credito e risparmio con la decisione, che dovrebbe essere prioritaria , della soppressione dell'Eba la quale si sovrappone alla Bce e alle altre autorità di settore.
Ragioni di efficienza ed economicità concorrono a snellire e concentrare un assetto istituzionale pletorico che porta a confusione e a duplicazione. Va considerata per questa come per altre normative la capacità di carico, da parte del sistema, con la conseguenza che allo studio e all'applicazione di norme regolatrici non si debba dedicare, per la loro numerosità e non di rado per la complessità e gravosità, un numero crescente di risorse, sottratte ad altre importanti funzioni, a cominciare da quella del rapporto con la clientela. (riproduzione riservata)