Apertura poco mossa, ma comunque sotto il filo della parità, per i principali listini statunitensi in una giornata in cui l'umore degli investitori, ormai proiettati alle festività natalizie, ruota attorno alla densa agenda di dati macroeconomici pubblicati oggi. L'indice Dow Jones prosegue in calo dello 0,08% a 24.673 punti, mentre il Nasdaq cede lo 0,17% a 6.953 punti. In territorio leggermente positivo lo S&P500, che avanza dello 0,02% a 2.684 punti.
Nello specifico, sono risultati sotto le attese gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti, secondo la lettura preliminare di novembre, rimbalzati dell'1,3% a livello mensile, mentre gli economisti si attendevano un aumento del 2%. Al di sotto delle aspettative anche i redditi di novembre, aumentati "solamente" dello 0,3% su base mensile a fronte dello 0,4% atteso dal consenso. Leggermente sopra le attese, invece, le spese personali per consumi a novembre, aumentate dello 0,6% a livello mensile, contro il consenso dello 0,5%.
Nel frattempo, il Congresso americano ha approvato, con ampie maggioranze sia alla Camera che al Senato un'estensione della legge di spesa valida fino al 19 gennaio 2018. "Alla riapertura dei lavori a gennaio", hanno puntualizzato gli economisti di Intesa Sanpaolo, la nuova legge di spesa dovrà risolvere questioni conflittuali come l'immigrazione, la difesa, i fondi per la ricostruzione post-uragani e il nuovo rialzo dei limiti di spesa imposti dal Budget Control Act del 2011".
Sul fronte valutario, sulla scia della vittoria dei separatisti catalani alle elezioni regionali in Spagna, il dollaro si rafforza sull'euro con il cross che tratta a 1,1848. Secondo Stephen Innes, analista di Oanda, la valuta europea potrebbe tuttavia perdere ancora terreno, dal momento che è improbabile che gli investitori vogliano mantenere un'alta esposizione in euro durante le vacanze, con il rischio catalano che rimane ancora vivo.
Tra i singoli titoli in evidenza oggi, il gigante aeronautico americano Boeing (-0,63%) sta trattando la possibile acquisizione della brasiliana Embraer (+4,63%), il terzo maggiore produttore mondiale di aeromobili per il trasporto passeggeri. La manovra avrebbe una speculare contromossa da parte della rivale europea Airbus, sulla strada per rilevare la canadese Bombardier. Boeing ed Embraer hanno confermato le trattative, puntualizzando tuttavia che un esito positivo non è scontato. Se l'operazione dovesse andare in porto, grazie anche al benestare del governo brasiliano, si tratterebbe della maggiore acquisizione nel settore aeronautico da quella di McDonnell Douglas, sempre da parte di Boeing, nel 1997 per 13 miliardi di dollari.
In leggero calo Alphabet (-0,12%). Pur mantenendo un profondo interesse per la scienza e la tecnologia, l'ex amministratore delegato di Google e attuale presidente del cda della holding, Eric Schmidt, ha annunciato che lascerà i suoi incarichi operativi in occasione della prossima riunione del board a gennaio, pur rimanendo come consulente tecnico e membro del medesimo cda.
Brutta apertura di seduta per Nike (-3,91%), che a causa di margini lordi in calo a spese amministrative in aumento, oltre all'andamento negativo delle vendite in nordamerica, ha chiuso il secondo trimestre dell'anno fiscale 2018 con utili in ribasso. Nei tre mesi terminati il 30 novembre scorso, il colosso americano ha messo a segno utili netti per 767 milioni di dollari.
Ignyta balza del 72,19% dopo aver annunciato che sarà acquistata dal gruppo farmaceutico svizzero Roche per 1,7 miliardi di dollari.
Infine, Celgene cede al momento il 2,94%. La società non è riuscita a dimostrare che la combinazione del suo farmaco antitumorale Revlimid con rituximab è più efficace nel trattamento del linfoma follicolare rispetto alla combinazione standard di rituximab e chemioterapia.