Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che sarebbe «prematuro» per l’Italia partecipare a un programma Nato per l’acquisto di armi Usa da destinare all’Ucraina, alla luce dei negoziati di pace in corso.
«Se raggiungeremo un accordo e i combattimenti cesseranno, non ci sarà più bisogno di armi», ha dichiarato il vicepremier ai giornalisti a Bruxelles, riporta Bloomberg. «Serviranno invece altre cose, come garanzie di sicurezza».
Le dichiarazioni di Tajani, tuttavia, non hanno avuto un grande impatto sulle azioni delle società del comparto della difesa. Alle 14:50 ora italiana, Leonardo e Fincantieri, le due colonne del settore in borsa, guadagnavano rispettivamente l’1,5% e lo 0,7%.
Come riportato il 22 ottobre da milanofinanza.it, il governo aveva manifestato in ottobre la disponibilità ad aderire al cosiddetto programma Purl della Nato, piano che consente a Kiev di acquistare armi grazie a fondi messi a disposizione soprattutto da partner europei. Da quando gli Usa hanno sospeso le forniture di alcune armi a Kiev, il tema degli armamenti è diventato cruciale per Kiev.
I recenti colloqui di pace non hanno finora prodotto risultati concreti. Bloomberg sottolinea che le parole di Tajani entrano in contrasto con quelle della principale lobby europea della difesa, l’Aerospace, Security and Defence Industries Association of Europe, che il 2 dicembre ha avvertito che il continente deve continuare ad aumentare la produzione militare nonostante la prospettiva di un cessate il fuoco.
Il governo ucraino ha inoltre dichiarato di aver bisogno di un ulteriore miliardo di euro in forniture Purl per potersi difendere durante l’inverno. In questo contesto, ol segretario generale della Nato Mark Rutte ha ricordato che circa due terzi dei paesi dell’alleanza partecipano al programma.(riproduzione riservata)