La Commissione Europea (CE) ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio di sutimlimab per il trattamento di pazienti adulti affetti da anemia emolitica da agglutinine fredde (CAD, Cold Agglutinin Disease), un'anemia emolitica autoimmune rara, grave e cronica, in cui il sistema immunitario attacca erroneamente i globuli rossi sani causandone la rottura (emolisi). Dietmar Berger, MD, PhD, chief Medical Officer, global head of Development di Sanofi a tal proposito ha dichiarato: "Questo importante traguardo realizza concretamente la nostra ambizione di sviluppare soluzioni terapeutiche ‘first e best-in-class’ che possano radicalmente cambiare la vita delle persone. Sino a oggi, i pazienti europei affetti da questa patologia dovevano evitare di esporsi al freddo e affidarsi a una combinazione di trasfusioni di sangue e trattamenti off-label per gestire la loro malattia. L'approvazione di sutimlimab da parte della Commissione Europea offre per la prima volta ai pazienti, l'accesso a una terapia che può fare una differenza significativa nel trattamento e nell'esperienza quotidiana di convivenza con la CAD". Sutimlimab, attualmente l'unico trattamento approvato per la CAD; è un anticorpo monoclonale umanizzato, primo nella sua categoria, progettato per legare selettivamente la serina proteasi C1s, inibendo l’attivazione della via classica del complemento. Sarà disponibile come soluzione per infusione da 50 mg/mL.
Alexander Röth, MD, Department of Hematology and Stem Cell Transplantation, University Hospital, University of Duisburg-Essen, Germania ha aggiunto: “Insieme a percorsi diagnostici che possono durare anni, l'impatto della fatica sulla qualità della vita nei pazienti affetti da CAD è spesso debilitante ed è paragonabile a condizioni come l'anemia legata al cancro e altri disturbi autoimmuni. I medici hanno ora un'opzione terapeutica che era davvero necessario offrire ai propri pazienti". L’anemia emolitica da agglutinine fredde (CAD) è un raro tipo di anemia emolitica autoimmune, in cui una parte del sistema immunitario dell'organismo attacca erroneamente i globuli rossi sani causandone la distruzione (emolisi). La CAD colpisce circa 12 mila persone negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone ed è associata a una profonda stanchezza e a un aumento del rischio di eventi tromboembolici e di mortalità. L'approvazione europea si basa sui dati di due studi clinici di fase 3: CADENZA, uno studio clinico in doppio cieco, controllato con placebo, condotto su adulti con CAD senza una recente storia di trasfusione di sangue (negli ultimi 6 mesi), e CARDINAL, uno studio registrativo in aperto di 26 settimane, a braccio singolo, condotto su pazienti con CAD che hanno ricevuto una recente trasfusione di sangue.
Nello studio CADENZA Parte A, i pazienti idonei sono stati randomizzati 1:1 a ricevere una dose fissa in base al peso (6,5 g o 7,5 g) di sutimlimab o placebo tramite infusione endovenosa il giorno 0, il giorno 7 e poi una volta ogni due settimane fino alla settimana 26. La parte B dello studio, in aperto, ha valutato la sicurezza a lungo termine e la durata della risposta a sutimlimab nei pazienti con CAD. Nello studio CADENZA Parte A, sutimlimab ha raggiunto l'endpoint primario composito e tutti gli endpoint secondari e ha dimostrato l'inibizione dell'emolisi, l'aumento dei livelli di emoglobina (Hb) e un miglioramento clinicamente significativo dei punteggi FACIT (Functional Assessment of Chronic Illness Therapy) - Fatigue. Sutimlimab ha dimostrato un profilo di sicurezza accettabile ed è stato generalmente ben tollerato. Il 96 per cento dei pazienti nel gruppo sutimlimab e il 100 per cento dei pazienti nel gruppo placebo hanno manifestato almeno un evento avverso emergente dal trattamento (TEAE). Cefalea (22,7 per cento vs 10,0 per cento), ipertensione (22,7 per cento vs 0 per cento), rinite (18,2 per cento vs 0 per cento), fenomeno di Raynaud (18,2 per cento vs 0 per cento) e acrocianosi (13,6 per cento vs 0 per cento) sono stati riportati più frequentemente nei pazienti trattati con sutimlimab rispetto al placebo.
Nello studio CARDINAL Parte A, i pazienti hanno ricevuto una dose fissa in base al peso (6,5 g o 7,5 g) di sutimlimab tramite infusione endovenosa il giorno 0, il giorno 7 e poi una volta ogni due settimane fino alla Settimana 26. La parte B dello studio ha valutato la sicurezza a lungo termine e la durata della risposta a sutimlimab in pazienti con CAD in un periodo di follow-up di 2 anni. Nello studio CARDINAL Parte A, l'efficacia di sutimlimab è stata valutata in base al raggiungimento di un endpoint primario composito (Hb=12 g/dL o un aumento di almeno 2 g/dL; nessuna trasfusione di sangue o assunzione di farmaci per la CAD proibiti dal protocollo dalla settimana 5 alla 26) e di diversi endpoint secondari, tra cui i miglioramenti dell'emoglobina, la normalizzazione della bilirubina e il punteggio FACIT - Fatigue. Le reazioni avverse più comuni che si sono verificate nel 10 per cento o più dei pazienti sono state: infezione del tratto respiratorio, infezione virale, diarrea, dispepsia, tosse, artralgia, artrite ed edema periferico. Reazioni avverse gravi sono state riportate nel 13 per cento (3/24) dei pazienti che hanno ricevuto sutimlimab. Queste reazioni avverse gravi sono state sepsi streptococcica e infezione da stafilococco della ferita (n=1), artralgia (n=1) e infezione del tratto respiratorio (n=1).