La guidance sui margini del terzo trimestre del 2025 delude e il titolo Stmicroelectronics è crollato in chiusura del 16,63% a 22,48 euro a Piazza affari dopo essere scivolato su un minimo a 22,17 euro, livello già toccato lo scorso 3 giugno.
I risultati del secondo trimestre del 2025 del produttore italo francese di semiconduttori sono pressoché in linea con le attese degli analisti a livello operativo: ricavi a 2,77 miliardi di dollari (+10% trimestre su trimestre, -14% anno su anno; 2,743 miliardi la stima degli analisti), margine lordo al 33,5% (+10 punti base trimestre su trimestre, -660 punti base anno su anno) ed ebit adjusted a 57 milioni al netto di svalutazioni per 190 milioni, in calo dai 375 milioni del secondo trimestre del 2024.
Ma il trimestre si è chiuso con una perdita netta di 97 milioni (gli analisti si aspettavano un utile di 80 milioni), la prima da oltre un decennio, rispetto all’utile di 353 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, e con un free cash flow negativo per 152 milioni dopo investimenti (capex) per 480 milioni. Infine, la posizione finanziaria netta è stata pari a 2,67 miliardi (3,1 miliardi nel primo trimestre del 2025).
«I ricavi netti del secondo trimestre sono stati superiori al punto intermedio delle nostre previsioni sulle attività, trainati dai maggiori ricavi nella Personal Electronics e nel settore Industrial, mentre l'Automotive è stato leggermente al di sotto delle attese. Il margine lordo è stato in linea con il punto intermedio delle nostre previsioni sulle attività», ha evidenziato il presidente e ceo di Stm, Jean-Marc Chery, precisando che nel secondo trimestre «il nostro rapporto book-to-bill (ordini su fatturato) è rimasto superiore a uno per Industrial, mentre in Automotive è stato al di sotto della parità. Gli ordinativi hanno continuato ad aumentare su base sequenziale».
Chery ha anche confermato che il gruppo sta portando avanti il piano per conseguire risparmi di costi su base annua a fine 2027 «stimati, in milioni di dollari, nella fascia superiore di una forchetta a tre cifre». Mentre solo per quest’anno punta a mantenere il piano di capex netti tra 2 e 2,3 miliardi, «principalmente per attuare la riorganizzazione della nostra presenza produttiva».
In effetti i segmenti Personal Electronics e Industrial hanno performato meglio delle attese degli analisti, non l’automotive. Ma a deludere è stata soprattutto la guidance (si basa su un cambio euro/dollaro a 1,14) del terzo trimestre sia a livello di ricavi che di margine lordo: fatturato a 3,17 miliardi al mid-range (+14,6% trimestre su trimestre, -2,5% anno su anno) quando il consenso lo stima a 3,12 miliardi, ma Equita, ad esempio, più in alto a 3,26 miliardi. E un margine lordo al 33,5% al mid-range (35,2% la stima del consenso). Colpa dell’effetto valutario e dei costi non ricorrenti legati al programma di ristrutturazione degli impianti produttivi (140 punti base di impatto negativo).
Guardando oltre il terzo trimestre, «ci aspettiamo che nel quarto trimestre i ricavi crescano su base sequenziale», ha previsto il ceo Chery nel corso della conference call di presentazione dei conti. Per il gross margin «direzionalmente dovremmo vedere un buon miglioramento rispetto al terzo trimestre», ha aggiunto il cfo, Lorenzo Grandi. Chiaramente, ha puntualizzato, «il gross margin del quarto trimestre dipenderà dal livello dei ricavi e dai cambi».
Il gruppo non ha fornito indicazioni per l'intero esercizio 2025 come non le aveva date alla fine del primo trimestre di quest’anno e alla fine del 2024. «Assumendo una stagionalità normale nel quarto trimestre, si potrebbe ipotizzare un leggero aumento dei ricavi nell’attuale esercizio, in linea con le nostre stime», ha stimato Barclays. «Anche se il book-to-bill è migliorato, pensiamo che la visibilità resti limitata».
«Rispetto alle nostre stime, il mid-point della guidance del terzo trimestre è il -3% sotto a livello di fatturato e -11% a livello di margine», ha sottolineato Equita che vuole valutare la visibilità sulla ripresa in particolare del settore automotive, su cui vede un contesto ancora debole e un ritracciamento del book-to-bill nel secondo trimestre sotto 1x. «Al momento, considerando la stagionalità più debole del quarto trimestre, vediamo una potenziale revisione delle stime sull’anno intorno a -2% come ricavi e a -5% come margine lordo (-1% e -3% rispetto al consenso). Confermiamo il rating hold e il target price a 26 euro», ha concluso la Sim.
Per Banca Akros la guidance per il tezro trimestre implica vendite superiori del +2% rispetto alle stime del consenso (ma -2% rispetto alle sue), una revisione al ribasso del 4% della stima del consenso sul margine lordo (-10% rispetto alle sue) e una riduzione del 21% della stima di ebit del consenso (-42% rispetto alle sue). per cui la banca d’affari aggiornerà le stime. Resta confermato il rating cauto neutral e il target price a 24,50 euro sul titolo.
Delusa anche Barclays (rating underweight e target price a 22 euro) sia per la mancata crescita del margine lordo sia per i ricavi deboli. «Stm aveva lasciato intendere che avrebbe potuto registrare una crescita su base annua nel terzo trimestre. Sebbene il livello più alto della guidance lo renderebbe possibile, il valore mediano implica, invece, un calo su base annua del 2,5%. Il margine lordo è poi nettamente inferiore alle attese a a causa del sotto-utilizzo degli impianti, dell’effetto cambi e di alcuni costi non ricorrenti», ha notato Barclays. Come se non bastasse «l’outlook assume un tasso di cambio euro/dollaro di 1,14, rispetto al tasso spot attuale di 1,18, il che potrebbe rappresentare un ulteriore vento contrario per il margine lordo. Gli ordini (bookings) continuano a migliorare sequenzialmente, ma con il titolo scambiato a più di 20 volte l’eps atteso per il 2026 secondo il consenso, riteniamo che le aspettative del mercato siano eccessive».
Citi ritiene che i risultati di Stm siano simili a quelli dei competitor americani Texas Instruments e Nxp con i segnali di ripresa ciclica frenati dalle incertezze legate ai dazi e, in particolare, dalla debolezza del settore automotive. «Stm, come Texas Instruments, si è mostrata più cauta sui segnali di miglioramento nel comparto Automotive e ci aspettiamo che il mercato metta in discussione la reale portata della ripresa sottostante del gruppo rispetto a una possibile anticipazione della domanda», ha avvertito Citi (buy e target price a 25 euro).
Nel complesso, la fotografia che emerge, secondo Gabriel Debach, market analyst di eToro, è quella di un’azienda che sta operando un ridisegno profondo, consapevole che prima di salire bisogna alleggerire lo zaino. «E infatti è proprio nella dinamica del cash flow che si misura la portata dell’impegno: nel secondo trimestre il free cash flow scivola a -152 milioni, dopo essere rimasto appena positivo nel primo trimestre. Il primo trimestre ha segnato il fondo. Il secondo è un primo passo. Il terzo», ha continuato Debach, «se le guidance saranno rispettate, potrebbe essere l’inizio di una risalita anche nei numeri: 3,17 miliardi di ricavi stimati, +14,6% sequenziale. Il margine lordo, però, rimarrà ancorato al 33,5%, con oneri ancora presenti per sottoutilizzo di capacità e avvio delle prossime fasi di ristrutturazione».
Dopo mesi di assenza, Stm è rientrata nella top 10 del Ftse Mib per peso ponderato. Al 30 giugno rappresentava il 2,94% dell’indice, dopo essere stata assente da marzo in poi. «È un ritorno silenzioso, ma carico di significato: nonostante la sotto-performance relativa, Stm si è ripresa un posto nel club che conta», ha osservato l’esperto di eToro. «Nessuna magia. Solo matematica: il titolo ha recuperato terreno, mentre altri, da Banco Bpm a Moncler, hanno rallentato. Il titolo ha rotto al rialzo la media a 200 giorni e ha tentato due volte l’attacco ai 28,3 euro. Due respinte. Il massimo toccato a luglio coincide esattamente con la fascia di resistenza tecnica e psicologica: qui si sono fermati i compratori, qui sono mancati i flussi. Il mercato», ha spiegato, infine, Debach, «ha dato credito al bottom operativo nel primo trimestre, ma non ha ancora comprato il turnaround. Perché manca la prova. Stm oggi è un’opzione sul 2027. Chi entra ora non compra multipli: compra esecuzione». (riproduzione riservata)