Il 2025 di Stevanato è partito con il piede giusto. La società di Piombino Dese (Padova), specializzata in siringhe e flaconi sterili per il settore farmaceutico, ha chiuso il primo trimestre con un aumento del 9% del fatturato e un balzo di circa il 41% dell’utile netto. «La domanda è forte su tutte le linee di prodotto, soprattutto per le siringhe e le carpule sterili ma anche per i flaconi, che nel 2024 avevano sofferto a causa delle scorte che i clienti avevano accumulato durante la pandemia», commenta l’amministratore delegato Franco Stevanato.
Tra gennaio e marzo la società ha registrato ricavi pari a 256,6 milioni di euro (+9%), un ebitda di 69,9 milioni (+12,4%) e profitti per 26,5 milioni (+41%). Il 43% delle vendite si deve agli «high value products» (prodotti ad alto valore) sterili e pronti all’uso. In più, la crescita è trainata dal comparto biotecnologia e diagnostica che include, ad esempio, le siringhe preparate per i popolari farmaci anti-obesità iniettabili (GLP-1). Questo comparto pesa per 220,8 milioni di vendite (+11%) e compensa il calo del segmento Engineering (-4%).
L’outlook di Stevanato per il 2025, dunque, è positivo. «Abbiamo confermato la guidance sui ricavi per l’anno in corso e ci aspettiamo un fatturato compreso tra 1,16 e 1,19 miliardi», aggiunge Stevanato. «Per quel che riguarda l’ebitda, abbiamo effettuato una lieve revisione al ribasso, portando la forchetta tra 288,5 e 301,8 milioni, per riflettere l’impatto stimato dei dazi».
Le tariffe introdotte dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (quelle specifiche sul pharma dovrebbero arrivare intorno a metà maggio), tuttavia, non dovrebbero danneggiare eccessivamente l’azienda padovana. «Nella seconda parte del 2024 abbiamo avviato la produzione nello stabilimento americano di Fishers, per il quale abbiamo previsto un investimento complessivo di 500 milioni, e che andrà a regime nel 2028», racconta l’ad. «Questo sito produttivo, insieme a quello inaugurato a Latina, sta già contribuendo al fatturato e ci aiuterà a reagire ai dazi. Un paio di mesi fa abbiamo creato una task force ad hoc per mitigare il più possibile gli effetti delle tariffe: da un lato stiamo rinegoziando i prezzi con alcuni clienti, dall’altro siamo pronti a ricalibrare la produzione per aree geografiche, per fare in modo che i prodotti destinati agli Stati Uniti escano soprattutto dalla fabbrica di Fishers». (riproduzione riservata)