Stellantis ha deciso di sospendere lo sviluppo e il lancio del suo primo sistema di guida assistita di Livello 3, parte del programma AutoDrive, nonostante fosse stato presentato solo pochi mesi fa come uno dei pilastri tecnologici del gruppo. A rivelarlo è Reuters, che cita fonti interne all’azienda: a pesare sulla scelta sarebbero stati gli elevati costi di sviluppo, la complessità tecnologica e una domanda di mercato giudicata ancora insufficiente.
Il sistema, che avrebbe consentito al conducente di togliere mani dal volante e occhi dalla strada in determinate condizioni – aprendo la possibilità di guardare film, leggere o lavorare durante la guida – era stato dichiarato pronto già a febbraio. Stellantis conferma che la tecnologia è «sviluppata e disponibile», ma ammette che al momento non ci sono le condizioni per un lancio commerciale.
Fonti vicine al gruppo parlano di un progetto «messo in ghiaccio» senza prospettive di sviluppo a breve. L’azienda non ha reso noto né il tempo né le risorse economiche investite, limitandosi a sottolineare che il lavoro fatto confluirà nelle future evoluzioni della piattaforma AutoDrive.
Il ridimensionamento dell’AutoDrive è un nuovo segnale delle difficoltà che Stellantis incontra nella sua software strategy, un pilastro annunciato nel 2021 dall’allora ceo Carlos Tavares e basato su tre architetture chiave riunite sotto il cappello Stla Brain, Stla SmartCockpit e AutoDrive.
La partnership con Amazon sul sistema infotainment SmartCockpit è già stata archiviata, con il gruppo che ha deciso di passare a una base Android. Ora anche l’AutoDrive di Livello 3 viene accantonato, mentre cresce la dipendenza da fornitori esterni per lo sviluppo software. Stellantis precisa che si concentrerà internamente su ciò che differenzia il prodotto finale, affidandosi a partner selezionati per le soluzioni più complesse e costose.
Un cambio di prospettive, osservano gli analisti, che è sicuramente frutto della volontà del nuovo ceo Antonio Filosa e che accomuna Stellantis a diversi altri costruttori tradizionali impegnati a rincorrere Tesla e i brand cinesi nell’auto software-defined con il rischio di spendere e investire molto senza riuscire a monetizzare.
Per il futuro del progetto AutoDrive, Stellantis sembrerebbe punta ora sull’ex startup ungherese aiMotive, acquisita nel 2022 e specializzata in intelligenza artificiale e sistemi di guida autonoma. Non è chiaro se e quando sarà prevista una nuova versione commerciale né se conterrà ancora funzionalità di Livello 3.
La mossa arriva in un momento difficile per Stellantis, reduce da un 2024 segnato da vendite in calo e dal cambio al vertice con l’uscita di Tavares e l’arrivo di Antonio Filosa. Il nuovo ceo dovrà presentare entro l’inizio del 2026 una strategia rivista, mentre a Wall Street il titolo ha perso oltre il 40% nell’ultimo anno, chiudendo ieri 25 agosto a 9,93 dollari (-2%).
Il Livello 3 rappresenta un passaggio intermedio tra i sistemi avanzati di assistenza oggi sul mercato (Livello 2) e la piena autonomia (Livello 4 e 5). Per i costruttori questi software sono cruciali non solo come anticamera della guida autonoma, ma anche come fonte di nuovi ricavi ricorrenti da abbonamenti digitali.
Stellantis aveva fissato nel 2021 l’obiettivo di 20 miliardi di euro annui da software e servizi digitali entro il 2030. La sospensione dell’AutoDrive di Livello 3 non cancella quell’ambizione, ma è ovviamente un passo indietro in un settore dove la concorrenza di Tesla e dei brand cinesi come Byd continua ad alzare l’asticella. (riproduzione riservata)