Inizia dalla Francia una settimana che per Stellantis si preannuncia chiave per quanto riguarda il suo futuro in Italia. Domani il presidente del gruppo è atteso in Parlamento a Roma, dove alle 14:30 si presenterà di fronte alle commissioni Commissioni Attività Produttive della Camera e Industria del Senato, chiamato a fare il punto sullo stato dell’arte tra impegni, programmi e investimenti nel Paese. Ieri però John Elkann era a Parigi.
Secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza, il capo di Exor in Francia ha svolto una serie di incontri con i vertici del gruppo. Da quando, a dicembre, Elkann ha assunto la responsabilità esecutiva a interim in seguito alle dimissioni del ceo Carlos Tavares e vengono svolti regolarmente incontri interni a Stellantis alla presenza del presidente per coordinare le varie attività dal punto di vista industriale ma anche commerciale.
Si tratta di riunioni di aggiornamento del comitato ad interim e il gruppo esclude che al centro degli incontri di ieri si sia approfondito il tema della non facile scelta di una nuova guida, con il processo di selezione che però sta procedendo in modo da rispettare l’impegno di arrivare alla nomina di un nuovo ceo entro giugno. Ed è chiaro che su questo fronte un confronto con chi sta a Parigi è già in corso e dovrà proseguire.
Exor è il maggiore azionista del gruppo, in Francia invece ci sono gli altri due grandi soci di Stellantis, la famiglia Peugeot e lo Stato francese attraverso Bpi. Con la fusione Fca-Psa del 2021, come prevedevano gli accordi, i due azionisti francesi espressero il ceo della nuova realtà, con Tavares che da capo di Peugeot divenne ad di Stellantis. Anche questa volta, quindi, la loro parola avrà certamente un peso non secondario sulla scelta da parte di Elkann del nuovo ceo. Una poltrona per la quale sembrano in corsa soprattutto in due, il capo in Nordamerica, l’italiano Antonio Filosa, e il capo degli acquisti del gruppo, il francese Maxime Picat, anche se non si escludono sorprese.
Tuttavia è altamente improbabile che la nomina del nuovo ceo arrivi prima dei conti (vendite e ricavi) del primo trimestre, previsti in agenda il 30 aprile. La società vuole prima essere sicura, numeri alla mano, di aver iniziato a risolvere i problemi sorti lo scorso anno e di aver rimesso il gruppo sulla giusta carreggiata e solo allora sceglierà l’ad.
In attesa dell’intervento che Elkann farà (insieme al capo Europa Jean Philippe Imparato e alla responsabile italiana Antonella Bruno) domani nella Sala del Mappamondo, i cui contenuti verranno limati oggi al rientro in Italia, ieri Stellantis una novità l’ha annunciata. A Verrone, nello stabilimento in provincia di Biella, investirà 38 milioni per avviare entro la fine del 2027 la produzione di componenti (alberi e ingranaggi in acciaio) per motori elettrici destinati alla futura piattaforma Stla Small, che sarà installata nello stabilimento di Pomigliano.
Nel suo intervento in Parlamento Elkann non darà invece novità su Maserati, il cui piano di rilancio è atteso entro giugno. Il gruppo però non ha del tutto escluso la possibilità, sollevata da indiscrezioni di stampa, di un possibile spostamento della produzione dei modelli Maserati GranTurismo e GranCabrio, realizzati a Mirafiori, in una delle fabbriche più sottoutilizzate, l’impianto di Modena, al momento fermo e ai cui operai è stato offerto di andare in trasferta in Serbia. Il sito di Torino supplirebbe tranquillamente alla perdita delle Maserati con la produzione delle nuove Fiat 500 ibride. (riproduzione riservata)