La scelta del nuovo ceo di Stellantis sarebbe ormai imminente. Lo riporta Bloomberg che indica Antonio Filosa come successore di Carlos Tavares. Filosa è l’attuale responsabile delle operazioni in Nord America del gruppo automobilistico presieduto da John Elkann.
L’indiscrezione è circolata venerdì 9 attorno alle 19 ora italiana. Dopo l’uscita di Tavares, Stellantis aveva annunciato l’intenzione di individuare il successore entro la prima metà del 2025.
Filosa, 52enne di origini napoletane, ha iniziato la sua carriera in Fiat nel 1999, costruendo una lunga esperienza all’interno dell’azienda che lo ha portato a ricoprire posizioni di crescente responsabilità. È stato, ad esempio, il primo italiano a guidare Jeep nel 2023. La sua nomina, tuttavia, non è ancora ufficiale e la situazione in Stellantis, precisa Bloomberg, rimane fluida.
Tra il 2016 e il 2018 Filosa ha guidato le operazioni industriali e commerciali di Fiat Chrysler in Argentina e ha diretto i marchi Alfa Romeo e Maserati per l'America Latina. Nel marzo 2018 è stato nominato capo delle operazioni di Fca in America Latina. Con la nascita di Stellantis nel 2021, Filosa è entrato a far parte del team esecutivo di vertice dell'azienda.
Stellantis è guidata da un comitato ad interim – di cui fa parte anche Filosa – da inizio dicembre, quando Tavares ha dato le dimissioni con effetto immediato. L’addio del manager portoghese si è consumato dopo che nel corso del 2024 il gruppo ha registrato un forte calo degli utili.
Nei primi mesi del 2025 nella rosa dei possibili successori sono stati spesso inseriti anche Jean-Philippe Imparato, ceo della divisione Pro One e responsabile dell’Europa allargata e Olivier Francois, capo di Fiat e Abarth e chief marketing officer globale, oltre allo stesso Filosa.
Una volta in carica, il nuovo amministratore delegato dovrà confrontarsi con una netta riduzione delle vendite in Nord America (-15% nel 2024 e -12% nel primo trimestre 2025) e con significativo calo della redditività della società, alla base del declassamento delle agenzie di rating che, una dopo l’altra, hanno tagliato la valutazione su Stellantis. L’ultima, in ordine cronologico, è stata Moody’s, che il 9 maggio ha portato il rating da Baa1 a Baa2.
In più, il neo-ad troverà sulla scrivania il dossier relativo ai dazi. Le auto importate negli Stati Uniti sono sottoposte a tariffe del 25% (rimaste in vigore, nonostante la sospensione per 90 giorni di molte altre aliquote) a cui si aggiungono i dazi sui ricambi. L’impatto, ancora incerto ma potenzialmente pesante, delle tariffe ha spinto Stellantis a sospendere la guidance 2025. (riproduzione riservata)