Negli ultimi decenni le aziende statunitensi hanno spostato la produzione all’estero. Oggi però si assiste a un’inversione di tendenza: gli Stati Uniti puntano a far tornare la manifattura sul territorio nazionale. E secondo Tejas Dessai, director of Research di Global X, non si tratta di una decisione temporanea, ma di una vera e propria trasformazione strategica, volta a ricostruire la capacità industriale, rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento e mantenere la competitività a lungo termine.
«Il reshoring richiederà più di una politica favorevole. Saranno necessari ingenti investimenti nelle infrastrutture statunitensi, nell’automazione e nell’approvvigionamento energetico per trasformare gli Stati Uniti in una potenza industriale del 21esimo secolo. È proprio in questo contesto che gli investitori potrebbero cercare esposizione a questi temi» scrive Dessai.
La chiave di questo cambiamento sarà la capacità del sistema infrastrutturale di adattarsi rapidamente alle nuove esigenze produttive, un processo che potrebbe richiedere diversi anni, anche se i segnali di accelerazione sono già visibili.
Dopo la pandemia, molte aziende statunitensi hanno aumentato gli investimenti nella costruzione di impianti, con una spesa di 236 miliardi di dollari in costruzioni manifatturiere nel 2024, più del doppio rispetto al 2021. Inoltre, le politiche sui dazi, come quelle dell’amministrazione Trump, hanno spinto ulteriori investimenti nel reshoring, con giganti come Apple e Tsmc che hanno annunciato piani da centinaia di miliardi per infrastrutture.
L’analisi di Dessai si concentra anche sul ruolo sempre più centrale dell’automazione: «Contemporaneamente, l’aumento dei salari all’estero e i crescenti rischi delle catene di fornitura globali hanno ridotto il divario di costo tra la produzione offshore e quella domestica. In questo contesto, l’automazione può offrire un vantaggio competitivo decisivo, rendendo il reshoring non solo fattibile ma anche necessario».
L’automazione sta diventando fondamentale per affrontare la carenza di manodopera e la competizione sui costi, soprattutto in settori ad alta intensità tecnologica, ma anche a seguito del calo dei costi dei robot industriali e dell’aumento dei salari nel settore manifatturiero.
L’ultimo tema messo in evidenza da Dessai è quello della domanda di energia. L’espansione della manifattura necessita, infatti, di un potenziamento delle infrastrutture energetiche, con un conseguente aumento dell’approvvigionamento. (riproduzione riservata)