Sorì San Lorenzo in calo del 33%
Risultati deludenti alle aste per i tre cru di Barbaresco prodotti da Gaja. Sorì Tildin è sceso del 6,39%, Costa Russi solo del 2,29%
Alla ribalta sono questa settimana i tre cru di Barbaresco prodotti da Gaja che sono stati quotati alle aste sia l’anno scorso che nei primi sei mesi di quest’anno. Nessuno dei tre è riuscito a sottrarsi alla tendenza al ribasso che caratterizza le vendite all’incanto del 2024, però con esiti diversi l’uno dall’altro. Molto trattato, il Sorì Tildin è in grado di presentare in tabella i risultati di sei millesimi: complessivamente le loro quotazioni hanno subito un calo del 6,39%.
Non sarebbe da meno il Costa Russi, ma poiché una delle sue sei annate, quella del 2011, è stata aggiudicata quest’anno allo stesso identico prezzo del 2023 (187,50 euro), ne è stata omessa la pubblicazione dal momento che in tabella c’è spazio soltanto per 16 bottiglie. Tirate le somme, con un calcolo che per correttezza ha riguardato tutte e sei le bottiglie, Costa Russi ha subito un ribasso del 2,29%: è il miglior risultato per i cru di Barbaresco firmati Gaja.
Il peggiore è invece quello ottenuto dalle tre annate di Sorì San Lorenzo: una diminuzione del 32,93% rispetto al 2023. Va fatto notare che tutte e tre le quotazioni sono state ottenute in aste battute da case italiane, dove i vini di Gaja (ma non solo) spuntano sempre prezzi sensibilmente inferiori a quelli ottenuti nelle aste battute da case inglesi o americane. Complessivamente, comunque, il calo subito dai tre cru è stato del 9,79%, ed è un risultato che sommato a quello, estremamente deludente (-31,4%), ottenuto dal vino base, porta il ribasso di tutti i Barbaresco Gaja quotati alle aste di quest’anno a -12,71%. (riproduzione riservata)
Native Content