Solo 9mila bottiglie e una storia unica al mondo: il nuovo Gorgona conquista gli appassionati
Marchese Frescobaldi presenta la 14ª vendemmia di Gorgona, un vino che nasce in uno dei luoghi più straordinari al mondo: l’Isola di Gorgona, ultima colonia penale attiva in Europa
Gorgona non è semplicemente un vino. È una storia di mare, di attesa e di rinascita che ogni anno prende forma in appena 9mila bottiglie. Con la presentazione del nuovo millesimo Gorgona 2025, Marchesi Frescobaldi rinnova uno dei progetti più affascinanti del panorama enologico internazionale, nato sull’omonima isola dell’Arcipelago Toscano, oggi ultima colonia penale attiva d’Europa.

Qui, dal 2012, la viticoltura è diventata uno strumento concreto di formazione e reinserimento sociale. I detenuti coinvolti nell’ultima fase della pena lavorano tra vigneto e cantina accanto agli agronomi e agli enologi della storica famiglia toscana, acquisendo competenze professionali e riscoprendo il valore del tempo attraverso il ritmo delle stagioni.

È proprio il tempo il protagonista invisibile di Gorgona. In un luogo dove le giornate rischiano di assomigliarsi tutte, la vite restituisce il senso dell’attesa, della responsabilità e del futuro. Un concetto che Lamberto Frescobaldi, presidente dell’azienda (sopra), considera il cuore stesso del progetto.

Affacciato sul Tirreno, il vigneto si estende oggi su 2,3 ettari protetti dai venti e costantemente accarezzati dalla brezza marina. In questo terroir straordinario, Vermentino e Ansonica trovano una delle loro espressioni più autentiche, dando vita a un vino che racchiude energia salmastra, intensità aromatica e forte identità territoriale.

Anche l’etichetta del 2025 racconta una storia speciale. Disegnata da Simonetta Doni, si ispira all’antica leggenda delle sette perle di Venere, trasformate nelle isole dell’Arcipelago Toscano. Un richiamo poetico che rafforza il legame tra mito, natura e paesaggio. Nel calice, Gorgona 2025 si presenta con un brillante giallo paglierino dai riflessi dorati.
Al naso emergono macchia mediterranea, timo, salvia, elicriso, note floreali e sfumature agrumate. Il sorso è fresco, sapido e persistente, autentica sintesi dell’isola da cui proviene. Più che un vino, Gorgona resta uno dei rari esempi in cui eccellenza enologica, lusso contemporaneo e impatto sociale riescono a convivere in un’unica, irripetibile bottiglia. (Riproduzione riservata)
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