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Food&Wine

Solaia e Tignanello, male gli speciali

Risultati deludenti alle aste per le le bottiglie magnum e doppie magnum.

di Cesare Pillon
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Solaia e Tignanello, male gli speciali

L’ultima colonna della tabella, intitolata 2018/2017 perché segnala quanto sono cresciute o diminuite le quotazioni spuntate alle aste di questi due anni, allinea tante percentuali precedute dal segno meno da non lasciar dubbi: per le magnum e doppie magnum dei due vini principali che vi compaiono il 2018 non è stato un anno felice. I due vini sono Solaia e Tignanello, SuperTuscan della Marchesi Antinori, figli del principale vitigno toscano, il Sangiovese, e del principale vitigno bordolese, il Cabernet. Complessivamente il Tignanello in bottiglie di formato speciale ha perso il 13,63% mentre il Solaia ha limitato la perdita al 5,82%, grazie a un millesimo, il 2010, che andando controcorrente ha più che raddoppiato il proprio prezzo.

Questi risultati non collimano con quelli registrati dalle bottiglie da 0,75 litri: in formato normale il Solaia ha perduto oltre il 17%, mentre il Tignanello ha guadagnato più del 13% rispetto al 2017. Resta il fatto che per Solaia e Tignanello il vento del ribasso soffia anche se sono in bottiglie di taglia XL. E il sospetto è che il fenomeno sia legato alla moda. In tabella sono presenti altri tre vini, le cui positive performance, limitate a un solo caso ciascuno, non possono essere generalizzato. Però dà da pensare che la quotazione del Breg di Josko Gravner, oggi sulla cresta dell’onda perché vinificato in anfora, sia aumentato dell’80%, mentre il vino che assomiglia di più ai Supertuscan targati Antinori, il Flaccianello della Pieve, sia cresciuto sì, ma di un modesto 1%. (riproduzione riservata)

Milano Finanza - Numero 108 pag. 58 del 01/06/2019
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