Solaia cresce in controtendenza
Aumento di valore medio del 2% per le 12 annate dal 1978 al 2000 passate in asta. Balzo del 58% a New York per tre bottiglie del 1978
Alla ribalta, questa settimana, sono le quotazioni del Solaia, uno dei due rossi più identificativi del marchio Antinori, composto da Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc con una correzione di Sangiovese (mentre l’altro, il Tignanello, è un Sangiovese corretto Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc). Quest’anno il Solaia ha una fitta presenza alle aste: ne sono state quotate 32 annate, solo 28 delle quali erano state quotate anche nel 2023. È comunque possibile articolare il confronto dei prezzi attuali con quelli dell’anno scorso in due puntate: una riservata ai Solaia prodotti fino al 2000, l’altra a quelli nati dalle vendemmie dal 2001 a oggi.
Sono 12 anziché 16 quelli ricavati dalle vendemmie del XX secolo per i quali è possibile confrontare il prezzo attuale con quello del 2023, ma in compenso riservano una piacevole sorpresa a chi ci ha investito il proprio denaro: le loro quotazioni non solo non sono diminuite ma in assoluta controtendenza sono aumentate, non molto ma di un 2% netto. Merito dell’indirizzo sovranista adottato dal governo italiano, che ha spinto collezionisti e investitori a far crescere a colpi di rilancio le cifre delle aggiudicazioni nelle aste svoltesi in Italia? Macchè, è il prestigio di cui gode questo vino all’estero che in un’annata come il 2024 segnata dal ribasso ha fatto fare alle quotazioni balzi del 27%, del 50%, perfino del 58%, com’è avvenuto il 13 settembre scorso a New York a tre bottiglie di Solaia 1978 nel corso di un’asta battuta da Sotheby. (riproduzione riservata)
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