Société Générale batte le attese nel primo trimestre del 2025 grazie al boom del trading e alle cessioni. L’utile netto della terza banca francese è più che raddoppiato rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 1,61 miliardi di euro, oltre gli 1,206 miliardi previsti dal consenso degli analisti. Le plusvalenze derivanti dalle cessioni di asset hanno rappresentato metà di questa cifra.
Anche i ricavi, aumentati del 6,6% a 7,08 miliardi, hanno superato la stima del consenso a 6,92 miliardi. Gli accantonamenti per perdite su crediti sono scesi più del previsto del 14% a 344 milioni (365,6 milioni la stima del consenso) e il coefficiente patrimoniale Cet1 fully-loaded si è attestato al 13,4%, poco sopra la stima del consenso al 13,3%. Merito della cessione delle attività di Sgef (completata a fine febbraio 2025) che ha avuto un impatto positivo di +30 punti base e di altre dismissioni con un impatto positivo per circa +10 punti base.
Ciò è stato compensato dall'impatto di Basilea 4, pari a -48 punti base. Il Cet1 ratio è, comunque, al di sopra dell'obiettivo di oltre il 13% per il 2025. Ma il dato più rilevante è stato il Rote (il ritorno sul capitale tangibile), una misura chiave della redditività che per Société Générale è stata a lungo più bassa di quella delle banche rivali. Ma ora il Rote è salito all’11% nel primo trimestre, superando l’obiettivo annuale dell’8%.
Segno che il rilancio che sta portando avanti il ceo, Slawomir Krupa, insieme al taglio dei costi, sta dando i suoi frutti. «I risultati del primo trimestre sono superiori a tutti i nostri obiettivi annuali, ponendoci in una posizione favorevole per raggiungerli», ha sottolineato Krupa, dicendosi fiducioso «nella nostra capacità di realizzare la roadmap al 2026 e oltre, puntando a una crescita sostenibile e redditizia». L’ad ha, quindi, assicurato che la banca manterrà i suoi obiettivi per quest’anno, inclusa una crescita dei ricavi superiore al 3%. Per ora non sembra preoccupato per l’impatto economico della guerra commerciale del presidente statunitense, Donald Trump.
I target per il 2025 prevedono anche costi -1% (consenso -5%), un cost income ratio sotto il 66% (consenso 66%), un costo del rischio a 25-30 punti base (consenso 30 punti base) e un Rote sotto l’8% (consenso 8%). Ribadito anche l'obiettivo di Rote 2026 al 9-10% (consenso all’8,6%), così come l'obiettivo di Cet1 ratio oltre il 13%.
La divisione retail francese ha visto il margine d’interesse aumentare del 28% su base annua grazie all’erogazione di mutui. La divisione azionaria ha registrato un aumento del 22% dei ricavi a 1,06 miliardi (920 milioni la stima del consenso), viceversa quelli del trading in titoli a reddito fisso e valute sono diminuiti del 2,4%. Complessivamente, la divisione di investment banking è cresciuta del 10%, superando le aspettative. E il rapporto cost income ratio della banca, un indicatore chiave di efficienza, è stato pari al 65%, meglio dell’obiettivo annuale sotto il 66%, ma sopra la media europea.
Alla borsa di Parigi, grazie a una trimestrale oltre le attese, il titolo Société Générale ha rivisto i massimi degli ultimi sette anni a quota 46,44 euro. In chiusura ha strappato un +3,75% a 45,6 euro. «Il primo trimestre del 2025 spunta le caselle giuste con un superamento delle attese trainato da tutte le divisioni, con il retail francese in evidenza», ha commentato Jefferies, ribadendo il rating buy e il target price a 55 euro.
Anche Citi ha confermato il rating buy e il target price a 50 euro: «Societe generale ha battuto le attese grazie al rafforzamento dei ricavi, all'alleggerimento degli accantonamenti e alla leggera riduzione dei costi. Tutte le divisioni hanno battuto il consenso e tutti gli obiettivi finanziari per il 2025 sono stati ribaditi. Consideriamo questi risultati molto forti e ci aspettiamo che il mercato reagisca positivamente». Il titolo è cresciuto del 73% negli ultimi dodici mesi, sovraperformando quello della rivale Bnp Paribas (+11,6%) e il settore bancario europeo che ha guadagnato il 30%. (riproduzione riservata)