Il primo trimestre del 2025 ha mostrato finora risultati superiori alle basse aspettative degli analisti. Il 45% delle società presenti nell’indice europeo Stoxx 600 ha già pubblicato i propri conti. Le stime di Bloomberg mostrano stime basse da parte degli analisti con una previsione aggregata a livello dell’indice Stoxx 600 che indica una contrazione del 6% dell’utile per azione (eps) rispetto al primo trimestre del 2024.
«Dato questo livello di riferimento così basso, per le aziende non è particolarmente difficile superare le stime, con un incremento dell’eps del 7% a livello di indice. Complessivamente, finora i dati sull’utile per azione sono rimasti relativamente stabili», sottolinea, in un report intitolato «European earnings: cut, baby, cut», Roland Kaloyan, Head of European Equity Strategy di Societe Generale.
La crescita dell’eps dello Stoxx 600 per il 2025 è proiettata al 4,2% secondo il consenso Ibes. Nell’ultimo trimestre, il consenso ha rivisto al ribasso le aspettative di eps a 12 mesi dell’1,8%, quando la media decennale è a -1,1%. Attualmente l’ampiezza delle revisioni positive dell’eps si attesta al 25%, il che significa che, tra quattro società che hanno subito revisioni degli utili nelle ultime quattro settimane, solo una è stata oggetto di una revisione al rialzo. Questo livello così basso è tipico dei periodi di recessione come durante il Covid, la crisi dell’Eurozona o la Grande Crisi Finanziaria, avverte Kaloyan.
Le stime flash degli utili, basate esclusivamente sulle variazioni delle ultime quattro settimane, mostrano ulteriori revisioni negative del -1,1% per l’indice Stoxx 600, con quasi tutti i settori rivisti al ribasso, ad eccezione di immobiliare, telecomunicazioni e utilities. Al contempo, a causa dell’incertezza legata ai dazi dell’amministrazione Trump, molte aziende stanno evitando di fornire una guidance precisa, per cui l’impatto delle tariffe probabilmente non è ancora completamente riflesso nei numeri. Senza contare che l’indebolimento del dollaro statunitense dovrebbe pesare sugli utili: «abbiamo calcolato che una svalutazione del 10% del dollaro potrebbe ridurre gli utili europei del 4%», aggiunge Kaloyan. «Anche il calo dei prezzi del petrolio (-18% da inizio anno) potrebbe incidere sull’eps dello Stoxx 600, dato che il settore oil & gas contribuisce in modo significativo agli utili, 8%».
In questo scenario, Kaloyan raccomanda di privilegiare i settori difensivi come utilities, health care e beni di prima necessità, che storicamente si sono dimostrati più resilienti ai tagli degli utili e per i quali le aspettative di crescita per il 2025 sono più basse rispetto ai settori ciclici. La stima flash tiene conto solo delle revisioni di eps effettuate nelle ultime quattro settimane, per cui tende a fornire un quadro più aggiornato, incorporando le nuove informazioni in modo più accurato. Finora, stiamo osservando principalmente revisioni al ribasso degli eps, fatta eccezione per alcuni settori difensivi. Comunque, conclude Kaloyan, «solo il settore auto & componenti sta subendo revisioni particolarmente marcate, con le stime per l’anno successivo ridotte del 12% nelle ultime quattro settimane». (riproduzione riservata)