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Società italiana Tossicologia: “UE alimenta confusione sul vino”
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Società italiana Tossicologia: “UE alimenta confusione sul vino”

di Fabrizia Maselli
26 gennaio 2023, 15:24

«La polemica sul consumo di vino e sulla proposta di etichettatura – dice il presidente SITOX Galli –mostra quanto grandi siano la confusione e l’errata percezione riguardo alla tossicologia e alla valutazione e gestione del rischio delle sostanze»

Da quando Bruxelles ha dato il proprio via libera alla normativa irlandese che introduce alert sanitari sulle etichette del vino - secondo quanto già proposto alle autorità Ue dall'Irlanda – si è tornati a sentenziare che l’alcol nuoce gravemente alla salute. Sul piano pratico, si equiparerà l’alcol alle sigarette, con l’obbligo di riportare sulle bottiglie di vino esplicitamente indicazioni come ‘l’alcol provoca malattie del fegato’ oppure ‘alcol e tumori sono collegati in modo diretto’. Il consumo eccessivo di alcol è un problema di salute pubblica, ma così si rischia di confondere un problema di dipendenza con una patologia. Secondo il professor Corrado Galli, presidente della Società Italia di Tossicologia (SITOX) «tutte le sostanze sono tossiche, solo la dose le rende non tossiche. È bene distinguere il concetto di pericolo da quello di rischio. Infatti, il pericolo è una caratteristica intrinseca di una sostanza (‘può causare danni al feto’), mentre il rischio è una stima del danno derivante dall’esposizione alla sostanza. Per stimare il rischio, non basta l’identificazione dell’effetto (danno al feto), ma serve la definizione della dose con la quale l’effetto non avviene e come questa si confronta con l’esposizione dell’individuo o della popolazione: se siamo al di sotto della dose di non effetto, l’esposizione è da considerarsi sicura; è una dose che rende la sostanza ‘non tossica’». Anche l’alcol, come tutte le sostanze, può causare effetti tossici, ma vi sono dosi (quantità) al di sotto delle quali tali conseguenze non compaiono. Ci sono altri esempi di sostanze o agenti classificati come cancerogeni – la carne lavorata o la carne rossa – o che sono noti interferenti endocrini – la soia – eppure continuiamo tranquillamente a consumarle senza alcuna etichettatura e clamore. «Pertanto – conclude Galli – si dovrebbe sempre chiarire il concetto di rischio da cui deriva la definizione di dose, uso o esposizione da considerarsi sicura. Questo riferimento alla dose sicura è da applicare a tutte le sostanze, comprese quelle con le quali siamo familiari e che possono causare danni alla salute se si eccede nell’uso. L’alcol non fa eccezioni».



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