I poliziotti del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e la Squadra mobile di Prato hanno eseguito 41 arresti nella giornata di lunedì 15 giugno a seguito delle indagini su una presunta banca-fantasma con base nella città toscana.
Le indagini della Procura di Firenze hanno rilevato un sistema orchestrato da un cittadino cinese residente a Prato da diverso tempo e volto al riciclaggio di denaro, al traffico di stupefacenti e all’immigrazione clandestina.
Dei 41 individui fermati, 17 sono stati trasferiti in carcere, 16 sono stati posti agli arresti domiciliari e otto sottoposti all'obbligo di firma. È stato inoltre eseguito un sequestro di beni per un valore di 60 milioni di euro.
La banca illegale funzionava tramite l’antico sistema fiduciario di origine islamica dell’Hawala, noto in Cina come Fei-Ch'ien (moneta volante). Colui che vuole trasferire denaro lo consegna a un intermediario nella propria città. Questo contatta un secondo intermediario, posto nella città del beneficiario, comunicandogli l’importo e una parola in codice. Quando il beneficiario vuole riscuotere il denaro, si reca dall’intermediario della propria città dicendo la parola in codice e riceve la somma scontata di una commissione per gli intermediari, che si chiamano hawaladar.
Soldi trasferiti tra Italia, Spagna, Francia, Germania, Belgio e Olanda per almeno tre anni. Masse tra gli 80 e i 100 milioni all’anno.
I clienti della banca fantasma, per fini di narcotraffico e riciclaggio, erano non solo cartelli della droga, per lo più albanesi, ma anche storiche organizzazioni mafiose italiane come il clan Briganti della Sacra corona unita nel leccese, la 'ndrina Fiarè, Razionale e Gasparro operante nel vibonese e il clan campano Aquino-Annunziata.
Non solo flussi finanziari. L’organizzazione gestiva una rete di immigrazione clandestina dalla Cina. Sfruttava l’assenza di controlli dei visti in Serbia e, una volta atterrati a Belgrado iniziavano un viaggio in auto o anche a piedi risalendo i Balcani, fino ad arrivare a Prato, Torino e Somma Campagna (Vr). Ogni migrante pagava all’organizzazione 9.500 euro per il viaggio. (riproduzione riservata)